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A Roma il primo G20 italiano

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Scartate ipotesi alternative come Bari, che potrebbe essere scelta come sede di una ministeriale, e Milano, che ospiterà in autunno la Youth Cop sul clima

Il Primo Ministro italiano Giuseppe Conte a Roma, 3 febbraio 2020. REUTERS/Remo Casilli
Il Primo Ministro italiano Giuseppe Conte a Roma, 3 febbraio 2020. REUTERS/Remo Casilli

Se sarà o meno l’attuale premier Giuseppe Conte a presiedere il primo vertice dei capi di Stato e di Governo del G20 a guida italiana resta ancora in forse, soprattutto dopo le ultime fibrillazioni nella maggioranza. Ma sulla location del vertice non ci dovrebbero essere più ripensamenti. Sarà infatti Roma nel novembre del 2021 ad ospitare il primo G20 italiano. A comunicare ufficialmente la decisione dovrà essere Conte in concomitanza con il vertice G20 che si terrà a Riad nel novembre prossimo. Il nostro Paese assumerà infatti la presidenza del primo G20 nel dicembre di quest’anno e la terrà fino al novembre del 2021.

La scelta di Roma è stata concordata negli ultimi giorni all’interno del Governo dopo una valutazione di tutti i problemi legati alla logistica, ai trasporti, all’accoglienza e alla sicurezza. Sono state scartate ipotesi alternative a cominciare da Bari che lo stesso Conte aveva indicato mesi fa (forse un po’ frettolosamente) come sede per il G20 senza considerare che il capoluogo pugliese ben difficilmente potrebbe ospitare venti delegazioni per un totale di circa 40mila ospiti. Bari potrebbe tuttavia essere scelta come sede per una ministeriale del G20, ancora non è chiaro se quella dei Ministri finanziari o dei Ministri degli Esteri.

Le altre città candidate a ospitare l’evento conclusivo della presidenza italiana del G20 erano Milano e Venezia. Ma la città lagunare (che aveva ospitato i primi due G7 italiani del 1980 e del 1987) pur essendo una location di grande impatto mostra alcune fragilità nell’accoglienza e soprattutto le acque alte che si stanno verificando con sempre maggiore frequenza proprio nel periodo autunnale potrebbero causare disagi al momento non prevedibili.

Quanto a Milano ospiterà nel prossimo settembre due grandi eventi internazionali. Circa un mese fa il Ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, ha concordato con il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, l’organizzazione della pre-Cop e della Youth Cop, le conferenze sull’ambiente che anticipano la Cop26 di Glasgow. “Sarà una tappa fondamentale del percorso verso la Cop a Glasgow, che si pone il fine di trovare una strategia globale per combattere i cambiamenti climatici” – ha detto il Ministro – “l’apporto dei giovani di tutto il mondo sarà dunque fondamentale e la città di Milano non sarà cornice, ma protagonista con la sua forza, la sua capacità di coinvolgimento, la sua modernità e il suo ruolo di player su alcuni temi chiave.”

Roma ha ospitato nel corso degli ultimi anni importanti vertici internazionali che spesso hanno rappresentato dei veri punti di svolta negli organismi internazionali di cui l’Italia è membro. Basti pensare al Consiglio europeo del 1990 a Roma che vide la messa in minoranza della premier inglese Margaret Thatcher. Si stavano gettando le basi della moneta unica e la Thatcher era assolutamente contraria. Pensava che la sua linea avrebbe prevalso ma il Presidente del Consiglio, Giulio Andreotti, e il Ministro degli Esteri, Gianni De Michelis, si allearono con Kohl, prevalse la linea della moneta unica e la Thatcher tornò in patria da sconfitta.

@pelosigerardo

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