Guerra in Ucraina. Breviario minimo per il 2015 – terza parte


Perché non si dice chi ha abbattuto il volo Malaysia MH-17, cosa farà veramente la legge sulla lustrazione, l’invasione russa c’è o non c’è? Ecco l’ultima parte del mio breviario minimo (e politicamente scorretto) degli eventi che ci hanno portato fin qui. Per provare a mettere in ordine cos’è successo, e immaginare cosa accadrà nell’anno appena iniziato.

Perché non si dice chi ha abbattuto il volo Malaysia MH-17, cosa farà veramente la legge sulla lustrazione, l’invasione russa c’è o non c’è? Ecco l’ultima parte del mio breviario minimo (e politicamente scorretto) degli eventi che ci hanno portato fin qui. Per provare a mettere in ordine cos’è successo, e immaginare cosa accadrà nell’anno appena iniziato.

 Photo: Reuters

(leggi la prima e la seconda parte)

 MH-17. Il Boeing della Malaysia Airlines con 298 persone a bordo, precipitato nei cieli del Donbass il 17 luglio, è un ottimo esempio di come i fatti in questa guerra finiscano sullo sfondo, mentre la scena è rubata dalla propaganda. A quasi sei mesi di distanza, non si sa ancora chi lo ha abbattuto, e forse mai si saprà. Ci sono versioni per tutti i gusti: 1, lo hanno abbattuto i russi per dare la colpa agli ucraini. 2, lo hanno abbattuto i separatisti per errore con un sistema antiaereo fornito dai russi. 3, lo hanno abbattuto gli ucraini per errore con lo stesso sistema antiaereo di fabbricazione sovietica. 4, lo hanno abbattuto gli ucraini su ordine della Cia per dare la colpa ai russi.
Basterebbe il Rasoio di Occam: in quei giorni l’esercito ucraino, che pur ha in dotazione i sistemi missilistici di fabbricazione sovietica Buk, non aveva alcuna ragione di usarli, perché i separatisti non hanno mai avuto alcun supporto aereo. No c’erano insomma aerei da abbattere. Via le ipotesi 1 e 3.
Il governo russo ha sempre negato di aver fornito ai separatisti sistemi d’arma antiaerea; dall’altro lato, i miliziani stessi si erano vantati un po’ di tempo prima del disastro di essere entrati in possesso di un lanciamissili Buk. Ergo, non avrebbe avuto senso mobilitare la Cia per abbattere l’aereo e dare la colpa ai russi, perché sarebbe ricaduta solo sui separatisti. Via l’ipotesi 4.
C’era una intensa attività aerea ucraina nella zona Ato in quelle settimane, e già i miliziani avevano abbattuto almeno due aerei da trasporto e un elicottero in quei giorni. Avevano tutto l’interesse a disporre di un efficace sistema antiaereo che neutralizzasse l’aviazione ucraina. L’ipotesi 2 ha senso.
Basterebbe la logica, ma ci si aggiunge anche una quantità spropositata di indizi gravi, precisi e concordanti che inchiodano gli allora comandanti separatisti Igor “Strelkov” Girkin e Igor “Bez” Bezler: il messaggio su Vkontakte di Strelkov, mezz’ora dopo l’abbattimento (poi cancellato), in cui si vantava di aver tirato giù un Antonov 26 ucraino; numerosi video tra cui uno geolocalizzato che mostra un Buk mentre viene trasportato a Snizhne, meno di dieci chilometri dal luogo dell’abbattimento, e poi alcune ore dopo mentre viaggia verso la frontiera con la Russia con un missile mancante; e poi c’è la voce di Bezler in un’intercettazione telefonica dei servizi ucraini, da lui stesso confermata, in cui parla dell’aereo abbattuto.
Ma naturalmente la logica può poco contro i megafoni della propaganda, e contro i paraocchi del pregiudizio ideologico. Così la rete continua a essere piena di spiegazioni dietrologiche. Di recente, anche la tivù russa Pervy Kanal è tornata con nuove “prove”, diffondendo una foto satellitare di un caccia ucraino mentre spara al Boeing. Sono bastate poche ore per smascherare il fake ottenuto fotoshoppando immagini prese da Google maps e vecchie di due anni.
Oltre la paccottiglia di Pervy Kanal, ci sono satelliti ben più seri che quasi certamente hanno “visto” il lancio del Buk. Pochi giorni dopo l’abbattimento, il Los Angeles Times riportò fonti del Dipartimento della difesa americano secondo cui il sistema radar del Defence support program, grazie a una tecnica chiamata Masint, non può non aver tracciato il punto esatto del lancio e la traiettoria del missile. La domanda è: se il Pentagono ha le prove perché non le rende pubbliche? Intanto il Boeing della Malaysia continua a scomparire insieme ai suoi 298 morti sullo sfondo di questa guerra. 

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