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Guerra tra bande del narcotraffico a Goa


Chi ci è stato ne parla come un posto da sogno, anche da sogno lisergico. Chi non ci è stato, come chi scrive, la immagina dai racconti di altri, dai documentari, dalla musica e, ora, anche dalla guerra tra bande del narcotraffico locali contro i nigeriani.

Chi ci è stato ne parla come un posto da sogno, anche da sogno lisergico. Chi non ci è stato, come chi scrive, la immagina dai racconti di altri, dai documentari, dalla musica e, ora, anche dalla guerra tra bande del narcotraffico locali contro i nigeriani.

 

La notizia è di una decina di giorni fa: un gruppo di ignoti ha ammazzato un cittadino nigeriano a Goa, un regolamento di conti tra bande. Si proietta quindi in una dimensione internazionale quello che chi ha un minimo di dimestichezza con le migrazioni stupefacenti di migliaia di giovani – dagli hippie in evoluzione continua fino ai new age e ai raver – conosceva già bene. A Goa, ex colonia portoghese, da almeno cinquant’anni ci si va per prendere il sole, fare il bagno e soprattutto lasciarsi alle spalle tutto quanto. Drogarsi, per raggiungere l’ultimo obiettivo, è un’opzione molto quotata.

L’aumento esponenziale di turismo del divertimento alternativo – facciamo i tromboni, chiamiamolo così – ha modificato radicalmente il tessuto sociale del luogo, con la nascita continua di luoghi e professionalità in grado di offrire quello che il turista va cercando.

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