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LA NOTIZIA DEL GIORNO

Hong Kong, Pechino avverte: “A rischio i rapporti diplomatici.”

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Saltano gli accordi di estradizione con Regno Unito, Canada e Australia. Anche la Nuova Zelanda chiude a Pechino

Hong Kong Victoria Harbor

Due videocamere di sorveglianza sul lungomare della Victoria Harbor, Hong Kong, 28 luglio 2020. REUTERS/Tyrone Siu

La nuova legge sulla sicurezza per Hong Kong voluta dal Partito comunista cinese ha avuto effetti deleteri sulle relazioni dell’ex colonia britannica con numerosi Paesi. Dopo Canada, Australia e Regno Unito, alla lista si aggiunge la Nuova Zelanda: nella giornata di ieri Wellington ha annunciato che la nuova normativa di Pechino su Hong Kong andava contro i principi nazionali, quali “la basilare libertà d’associazione e il diritto di avere un’opinione politica”, come specificato dalla Prime Minister Jacinda Ardern.

Argomentando la decisione del Governo, il Ministro degli Esteri Winston Peters ha dichiarato che, con la nuova legge, il sistema giuridico di Hong Kong non è più indipendente rispetto a quello cinese. “È stato eroso lo stato di diritto, minata la formula ‘un Paese, due sistemi’ e la Cina non ha rispettato i suoi impegni internazionali”. Peters ha inoltre aggiunto che laddove le condizioni dovessero cambiare, Wellington è pronta a riconsiderare la scelta.

L’Ambasciatrice cinese in Nuova Zelanda Wu Xi ha stigmatizzato la scelta del Governo Ardern, etichettandola come una “grave violazione del diritto internazionale e delle norme basilari che regolano le relazioni internazionali”. La Cina continua a ribadire che i fatti di Hong Kong sono di politica interna. “Qualunque tentativo di pressione non avrà successo. Basta con le interferenze su Hong Kong”. Intanto, come annunciato da Wang Wenbin, portavoce del Ministero degli Esteri di Pechino, Hong Kong sospende gli accordi di mutua assistenza in materia criminale, compresa l’estradizione, con Regno Unito, Canada e Australia.

Negli ultimi 10 anni, la Nuova Zelanda ha avanzato 4 richieste di estradizione per accuse riguardanti il traffico di droga e riciclaggio di denaro; al contrario, da Hong Kong sono pervenute a Wellington 3 richieste. La sospensione degli accordi di estradizione è accompagnata ad altre due mosse: l’export di materiale tecnologico ad Hong Kong sarà trattato come quello per la Cina e, inoltre, le raccomandazioni di viaggio verso l’ex colonia britannica sono state aggiornate con i rischi rappresentati dalla National Security Law.

Sulla stessa linea l’Unione europea. Come spiega Reuters, che ha potuto visionare una bozza di documento, gli Ambasciatori dei 27 Paesi membri hanno convenuto sulla necessità di “limitare l’export di specifiche apparecchiature”, soprattutto laddove “potrebbero essere utilizzate per la repressione interna, l’intercettazione delle comunicazioni e per la sorveglianza informatica”.

@melonimatteo

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