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Human Rights Watch: «In Arabia Saudita eseguite 19 condanne a morte in pochi giorni»


Human Rights Watch (Hrw) ha lanciato un allarme sull'aumento esponenziale delle condanne a morte in un report sulla pena capitale in Arabia Saudita. Dal 4 agosto scorso, secondo Hrw, sono state eseguite 19 condanne a morte, otto dei condannati erano in prigione con accuse che non implicavano l'uso della violenza e sette per spaccio di droga e stregoneria.

Human Rights Watch (Hrw) ha lanciato un allarme sull’aumento esponenziale delle condanne a morte in un report sulla pena capitale in Arabia Saudita. Dal 4 agosto scorso, secondo Hrw, sono state eseguite 19 condanne a morte, otto dei condannati erano in prigione con accuse che non implicavano l’uso della violenza e sette per spaccio di droga e stregoneria.


Photo REUTERS/Denis Sinyakov

 

Eppure, con l’aggravarsi della crisi irachena e l’avanzata dei jihadisti dello Stato islamico (Isis), sono piovute gravi accuse sulle autorità saudite, che sarebbero responsabili di finanziare il gruppo terroristico. Proprio dalle maggiori città saudite sarebbero partite molte delle reclute, impegnate nel movimento jihadista, attivo in Siria e Iraq, e appoggiato da alcuni generali sunniti, vicini al regime dell’ex presidente Saddam Hussein. Non solo, i sauditi sono impegnati in un più ampio sostegno agli autocrati arabi, spesso componenti delle élite militari nei loro Paesi, contro movimenti islamisti radicali e moderati. Per esempio, il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi fa dell’alleanza con Ryad (insieme alla Russia di Vladimir Putin) il perno della politica estera egiziana.

Pene di morte per decapitazione

«Non ci sono scuse per l’uso continuo della pena di morte da parte delle autorità saudite anche per crimini minori», è stato il commento di Sarah Leah Whitson, direttore del dipartimento Medio oriente e Nord Africa di Hrw.

Secondo la stampa locale, le autorità saudite hanno eseguito la pena di morte su quattro uomini della provincia di Najran. La corte aveva in precedenza arrestato i quattro per spaccio. Come se non bastasse, sempre a Najran, dall’inizio di agosto, sono stati decapitati tre uomini, tra cui uno di nazionalità siriana e un pakistano, per spaccio. Un altro uomo è stato decapitato pubblicamente nella provincia di al-Jawf per stregoneria.

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