I cinesi condannano a Natale


Lo scrittore Giorgio Scerbanenco intitolò uno dei suoi romanzi più famosi, «I milanesi ammazzano al sabato». Perché, si è detto, il resto della settimana i milanesi, sarebbero troppo impegnati a lavorare, per potersi permettere lo sfizio di commettere un omicidio. Analogamente, negli ultimi anni, i cinesi tendono a processare e condannare (in un lasso di tempo piuttosto breve) proprio a Natale.

Lo scrittore Giorgio Scerbanenco intitolò uno dei suoi romanzi più famosi, «I milanesi ammazzano al sabato». Perché, si è detto, il resto della settimana i milanesi, sarebbero troppo impegnati a lavorare, per potersi permettere lo sfizio di commettere un omicidio. Analogamente, negli ultimi anni, i cinesi tendono a processare e condannare (in un lasso di tempo piuttosto breve) proprio a Natale.

Siano dissidenti, attivisti o politici di una certa rilevanza, Pechino preferisce tenere i propri «pezzi grossi» distanti dall’attenzione mediatica occidentale. E a Natale, il Pcc sa bene che l’Occidente è affaccendato nei preparativi, nelle celebrazioni e nei cenoni ed ha meno attenzione per quanto accade in Oriente.

Siano attivisti, dissidenti e importanti papaveri, la volontà del Pcc è la medesima: nascondere processi e condanne, che potrebbero convincere l’Occidente di scricchiolii del controllo ferreo sulla società cinese da parte del Pcc. Nel 2009 Liu Xiaobo, Premio Nobel per la pace, fu processato il 23 dicembre e condannato a 11 anni di carcere, proprio il 25 dicembre.

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