I giudici oscurano Comedy Central: schizofrenia a difesa della “morale indiana”


Da oggi, per sei giorni, il canale satellitare Comedy Central sarà oscurato per ordine della High Court di New Delhi, reo di aver trasmesso contenuti non adatti a un pubblico di minori e che rappresentano la donna come oggetto sessuale. Esempio del funzionamento bipolare degli organi censori nell'entertainment indiano.

Da oggi, per sei giorni, il canale satellitare Comedy Central sarà oscurato per ordine della High Court di New Delhi, reo di aver trasmesso contenuti non adatti a un pubblico di minori e che rappresentano la donna come oggetto sessuale. Esempio del funzionamento bipolare degli organi censori nell’entertainment indiano.

 

I fatti risalgono al 2012, quando Comedy Central ha trasmesso durante il programma Stand Up Club lo sketch di uno stand up comedian in cui ricorrebbero (ho provato a cercare video su Youtube, impresa impossibile, quindi ci fidiamo dei documenti del tribunale) “parolacce accompagnate da gesti e rotazioni oscene ed esplicite”. Traducendo dal legalese, con ogni probabilità il comico stava simulando un orgasmo e/o un amplesso.

Inoltre, l’uomo avrebbe pronunciato frasi “denigratorie nei confronti delle donne, riferendosi in maniera indecente ad organi sessuali maschili e femminili in una canzoncina che, nel testo, dipinge le donne come mero strumento sessuale”. Il tutto, secondo i giudici, risulterebbe in uno spettacolo “depravato, corrotto e ingiurioso rispetto alla morale pubblica”.

Ad un primo ammonimento da parte degli organi censori del Ministry of Information and Broadcast, il gruppo Viacom18 – proprietario di Comedy Central India – si è scusato dicendo che lo show era andato “inavvertitamente in onda” e che non sarebbe più capitato.

Pochi giorni dopo, in un altro programma di candid camera di Comedy Central – PopCorn – andava in onda una gag con un uomo che finge di fare sesso con delle gambe di donna, finte. Anche questo spezzone, secondo il Ministero, è stato ritenuto insultante, soprattutto considerando che – cito testualmente dalla sentenza – con l’avvento del satellite in India, lo spuntare come funghi di nuovi canali ha significato “un’invasione culturale”, con programmi dal contenuto “in maggioranza occidentale e alieno alla cultura e stile di vita indiani”.

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