I jihadisti tra Spagna e Marocco


Nove presunti jihadisti legati ad Al Qaeda sono stati arrestati venerdì tra Nador, in Marocco, e Melilla, piccola enclave spagnola in territorio marocchino, con l’accusa di far parte di una cellula terroristica in Nord Africa.

Nove presunti jihadisti legati ad Al Qaeda sono stati arrestati venerdì tra Nador, in Marocco, e Melilla, piccola enclave spagnola in territorio marocchino, con l’accusa di far parte di una cellula terroristica in Nord Africa.

Photo REUTERS/Jesus Blasco de Avellaneda
A dare la notizia è stato il ministro degli Interni marocchino che ha spiegato come l’operazione di polizia sia stata portata avanti congiuntamente dalle forze dell’ordine spagnole e marocchine. La base del gruppo jihadista sarebbe stata a Melilla, con una cellula nella vicina Nador, cittadina sulla costa marocchina a pochi chilometri dalla rete che separa il territorio spagnolo da quello del Marocco.

Secondo le forze dell’ordine la cellula terroristica era impegnata nel reclutamento di giovani, e meno giovani, combattenti da inviare in Siria e Iraq per combattere tra le fila dello Stato Islamico di Al Baghdadi. I combattenti venivano addestrati militarmente, tenuti in nascondigli segreti e per molto tempo sono stati invisibili alle polizie dei due Paesi.

Il fatto che la cellula sia stata scovata a Melilla non è un caso: l’enclave spagnola, porta d’Europa in Africa, ha confini piuttosto porosi, con migliaia di cittadini marocchini che attraversano la frontiera ogni giorno per andare a lavorare. L’ alto tasso di disoccupazione, forti tensioni sociali (basti pensare alla questione dei migranti sub-sahariani che tentano di saltare il muro ed entrare in città), e la posizione geografica di Melilla, fanno di questa enclave un terreno piuttosto fertile per la crescita di gruppi estremisti che proprio qui possono trovare un ponte verso l’Europa.

E non stupisce neppure più di tanto il fatto che sia anche il Marocco ad essere coinvolto. Nonostante i proclami del re marocchino e il forte controllo delle forze dell’ordine sulla società, neppure il Marocco è immune dalla presenza di terroristi islamici, spesso in contatto con Al Qaeda nel Maghreb Islamico e con i gruppi estremisti del nord del Mali.

Questo contenuto è riservato agli abbonati

Abbonati per un anno a tutti i contenuti del sito e all'edizione cartacea + digitale della rivista di geopolitica

Abbonati ora €45

Abbonati per un anno alla versione digitale della rivista di geopolitica

Abbonati ora €20

- Advertisement -spot_img

La variante sudafricana non esiste!

La Pop Art e la critica del sistema

Prezzi dell’energia: una politica per soluzioni durature

Usa, il Pentagono indaga sugli UFO

Autodistruzione imperiale