I musulmani di Russia condannano l’attacco di Parigi, ma Charlie Hebdo “ha provocato”


L’attacco terroristico al cuore dei valori francesi ed europei è stato condannato ufficialmente da tutti. Anche la comunità musulmana di Russia ha espresso la propria riprovazione. Ma nel comunicato pubblicato sul sito fa capolino l’attenuante della provocazione. Intanto, i nazionalisti russi credono al complotto Usa-Israele.

L’attacco terroristico al cuore dei valori francesi ed europei è stato condannato ufficialmente da tutti. Anche la comunità musulmana di Russia ha espresso la propria riprovazione. Ma nel comunicato pubblicato sul sito fa capolino l’attenuante della provocazione. Intanto, i nazionalisti russi credono al complotto Usa-Israele.


 

Sul sito del Consiglio dei Muftì di Russia è comparso ieri un comunicato di condanna dell’attentato alla redazione di Charlie Hebdo, ma che nello stesso tempo suggerisce un comportamento provocatorio dei vignettisti. “La comunità dei musulmani di Russia”, c’è scritto sulla pagina web, “condanna con rabbia l’attacco terroristico a Parigi in cui ignoti hanno ucciso e ferito giornalisti di Charlie Hebdo, che per negli ultimi anni ha pubblicato vignette sul profeta Maometto. Esprimiamo le nostre più sentite condoglianze alle famiglie e agli amici delle vittime. Siamo in lutto per i morti e preghiamo per la vita dei feriti. Chiediamo ai musulmani di mantenere la calma”. Ma poche righe più sotto si afferma che “forse nel nostro mondo il peccato della provocazione non è meno grave del peccato commesso da coloro che cedono a quella provocazione”. Insomma, tutti colpevoli.

Meglio l’autocensura

Il messaggio sembra chiaro. Hanno commesso peccato – oltre che un crimine efferato – gli assassini che hanno sparato, ma sono peccatori anche i disegnatori che con quelle vignette. E forse l’attacco omicida avrebbe potuto essere evitato se i vignettisti avessero smesso di prendere in giro il Profeta. Il comunicato infatti continua dicendo che “L’insulto ai sentimenti dei credenti è inaccettabile. Chiediamo a tutti coloro che hanno accesso ai mezzi di comunicazione di considerare la censura interna, il rispetto per i sentimenti delle persone di altre culture”, pur affermando poi che “il terrorismo non ha alcuna giustificazione.  Ricordiamo agli autori di questo atto – ai mandanti e agli esecutori – che secondo il monito del Creatore Supremo, impresso nel Sacro Corano, chi porta la morte merita il castigo di Allah”.

Questo contenuto è riservato agli abbonati

Abbonati per un anno a tutti i contenuti del sito e all'edizione cartacea + digitale della rivista di geopolitica

Abbonati ora €45

Abbonati per un anno alla versione digitale della rivista di geopolitica

Abbonati ora €20

- Advertisement -spot_img