I “nemici” della rivoluzione: da Port Said a Rabea al-Adaweya


All’alba di sabato scorso il sangue scorreva ormai da ore per le vie di Rabea al-Adaweya. Mentre Piazza Tahrir era un pandemonio inneggiante all’esercito, la voce dei Fratelli Musulmani, che pretendevano il ritorno del presidente Morsi, veniva soffocata a colpi di fucile. La conta dei morti non ha dato risultati univoci: 127 vittime accertate dai Fratelli Musulmani, 70 dalla polizia. I feriti sarebbero migliaia, più di 4000.

All’alba di sabato scorso il sangue scorreva ormai da ore per le vie di Rabea al-Adaweya. Mentre Piazza Tahrir era un pandemonio inneggiante all’esercito, la voce dei Fratelli Musulmani, che pretendevano il ritorno del presidente Morsi, veniva soffocata a colpi di fucile. La conta dei morti non ha dato risultati univoci: 127 vittime accertate dai Fratelli Musulmani, 70 dalla polizia. I feriti sarebbero migliaia, più di 4000.

 

 Photo Francesca Volpi http://rawstories.tumblr.com/

Questo contenuto è riservato agli abbonati

Abbonati per un anno a tutti i contenuti del sito e all'edizione cartacea + digitale della rivista di geopolitica

Abbonati ora €45

Abbonati per un anno alla versione digitale della rivista di geopolitica

Abbonati ora €20

- Advertisement -spot_img

La Pop Art e la critica del sistema

Prezzi dell’energia: una politica per soluzioni durature

Usa, il Pentagono indaga sugli UFO

Autodistruzione imperiale

Trattato del Quirinale: Macron punta sull’Italia