I vestiti nuovi dell’imperatore


In Cina il consumo, anche nella moda, non è ancora in grado di esprimere un'identità chiara ed elaborata. Avalere, al momento, è l'equazione marchio di lusso, ricchezza e potere. Equesto è un messaggio che soprattutto i brandstranieri sono in grado di catalizzare. Dior, Prada, Chanel, Luis Vuitton, dal canto loro, si contendono a colpi di megastore e operazioni di marketing faraoniche le piazze più ambite della scena metropolitana cinese nella speranza di conquistareun posto al sole, in quello che è ormai diventato il secondo mercato per il lusso alle spalle del Giappone e davanti agli Stati Uniti.

In Cina il consumo, anche nella moda, non è ancora in grado di esprimere un’identità chiara ed elaborata. Avalere, al momento, è l’equazione marchio di lusso, ricchezza e potere. Equesto è un messaggio che soprattutto i brandstranieri sono in grado di catalizzare. Dior, Prada, Chanel, Luis Vuitton, dal canto loro, si contendono a colpi di megastore e operazioni di marketing faraoniche le piazze più ambite della scena metropolitana cinese nella speranza di conquistareun posto al sole, in quello che è ormai diventato il secondo mercato per il lusso alle spalle del Giappone e davanti agli Stati Uniti.

Questo contenuto è riservato agli abbonati

Abbonati per un anno a tutti i contenuti del sito e all'edizione cartacea + digitale della rivista di geopolitica

Abbonati ora €45

Abbonati per un anno alla versione digitale della rivista di geopolitica

Abbonati ora €20

- Advertisement -spot_img