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Il Brasile del nuovo Dilmismo: gigante economico e «nano diplomatico»


Si può essere, allo stesso tempo, un gigante dal punto di vista commerciale e un «nano» da quello «diplomatico»? È la domanda che i media brasiliani continuano a porsi dopo la recente crisi con il governo israeliano, chiedendosi se il paese sudamericano – protagonista all'interno del BRICS e del MERCOSUR – riesca a esserlo anche ad altre latitudini.

Si può essere, allo stesso tempo, un gigante dal punto di vista commerciale e un «nano» da quello «diplomatico»? È la domanda che i media brasiliani continuano a porsi dopo la recente crisi con il governo israeliano, chiedendosi se il paese sudamericano – protagonista all’interno del BRICS e del MERCOSUR – riesca a esserlo anche ad altre latitudini.

 

L’impulso di rivalutare la propria posizione in politica estera è arrivato dopo alcuni attriti con Israele riguardanti la guerra di Gaza.

Brasilia – dopo essersi espressa a favore di un’inchiesta che chiarisse eventuali crimini di guerra da parte di Tel Aviv – ha emesso una nota in cui definiva «disproporzionale l’uso della forza da parte di Israele». Richiamare l’ambasciatore brasiliano a Tel Aviv per un chiarimento è stato solo il passo successivo.

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