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Il Brasile ha finalmente scoperto la Terza Via?


Il Brasile non è un paese innamorato della terza via. Gli elettori sudamericani, nel corso degli anni e delle elezioni, sono spesso stati abituati a dividersi fra il PT (Partido dos Trabalhadores) e il PSDB (Partido da Social Democracia Brasileira). Dal 1995 sono i partiti che governano il presidenzialismo brasiliano. Un'alternanza che in Italia sarebbe definita come bipolarismo perfetto.

Il Brasile non è un paese innamorato della terza via. Gli elettori sudamericani, nel corso degli anni e delle elezioni, sono spesso stati abituati a dividersi fra il PT (Partido dos Trabalhadores) e il PSDB (Partido da Social Democracia Brasileira). Dal 1995 sono i partiti che governano il presidenzialismo brasiliano. Un’alternanza che in Italia sarebbe definita come bipolarismo perfetto.

 

credits Michel Cavalca

Eppure la tragica morte di Eduardo Campos, ex governatore del Pernambuco e candidato del PSB (Partido Socialista Brasileiro) alla Presidenza della Repubblica scomparso il 13 agosto in un’incidente aereo a Santos, ha aperto nuovi scenari nelle elezioni nazionali.

Campos, ministro della Scienza e della Tecnologia durante il primo mandato di Lula, aveva deciso di intraprendere un nuovo cammino politico, smarcandosi dal governo di sinistra di Dilma e alleandosi, prevalentemente per questioni tecniche con Marina Silva, ex-Ministro dell’Ambiente e già candidata alle elezioni del 2010.

Nei sondaggi effettuati nel corso della propria corsa alla Presidenza, Campos si era sempre attestato in una forbice compresa fra il 7 e il 10%. Un risultato leggermente al di sotto delle aspettative, ma comprensibile se rapportato al peso degli avversari: da una parte la Presidente Dilma Rousseff e dall’altra Aecio Neves, nipote di Tancredo Neves. Al solito, PT contro PSDB.

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