Il Califfato del Terrore. Perché lo Stato Islamico minaccia l’Occidente


È un’analisi dell’universo al-Baghdadi, che ha cambiato i connotati al Medio Oriente e sta minacciando l’Europa alle radici della democrazia e della libertà, l'ultimo libro di Maurizio Molinari "Il Califfato del Terrore. Perché lo Stato Islamico minaccia l'Occidente" (Rizzoli, gennaio 2015) che sarà presentato venerdì prossimo, 20 marzo, alle ore 17 al MARTE Mediateca Arte Eventi.

È un’analisi dell’universo al-Baghdadi, che ha cambiato i connotati al Medio Oriente e sta minacciando l’Europa alle radici della democrazia e della libertà, l’ultimo libro di Maurizio Molinari “Il Califfato del Terrore. Perché lo Stato Islamico minaccia l’Occidente” (Rizzoli, gennaio 2015) che sarà presentato venerdì prossimo, 20 marzo, alle ore 17 al MARTE Mediateca Arte Eventi.

Giornalista e scrittore, corrispondente da Gerusalemme per “La Stampa”, Molinari rivela nel libro la genesi di un’ideologia religiosa totalitaria che evoca le brutalità di Hitler e Stalin, travolge l’Islam e genera violenze orrende – come le stragi di Parigi nella redazione del settimanale “Charlie Hebdo” e nel supermercato “Yper Cacher”.

Decapitazioni di arabi e occidentali e attentati nel cuore di un’Europa incredula, donne schiavizzate, bambini trasformati in killer, pulizia etnica, fosse comuni e la richiesta di obbedienza assoluta. Da Aleppo a Baghdad lo Stato Islamico guidato dal Califfo Abu Bakr al-Baghdadi ridisegna la geografia del Medio Oriente e incombe minacciosamente su di noi. «Osama Bin Laden voleva sconvolgere l’America per spingerla a ritirarsi dal Medio Oriente», scrive Molinari, «al–Baghdadi ha trasformato la guerra santa in uno Stato con cui tutti dobbiamo fare i conti».

Alla presentazione, a cura della rivista internazionale di geopolitica EAST edita da Europeye, oltre all’autore interverranno Marco Minniti, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Giuseppe Scognamiglio, editore della rivista EAST,  Carlo Marroni, vaticanista de “Il Sole 24Ore”. Modera l’incontro Vincenzo Nigro, inviato de “la Repubblica”. L’ingresso è libero.

 

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