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Il dilemma degli intellettuali arabi: essere o non essere con Charlie Hebdo


Disegnatori e intellettuali arabi e persiani si sono divisi sul nuovo numero in edicola di Charlie Hebdo, dopo gli attacchi jihadisti che la scorsa settimana sono costati la vita dei migliori disegnatori del giornale. Le istituzioni religiose del mondo arabo hanno condannato le nuove vignette su Maometto.

Disegnatori e intellettuali arabi e persiani si sono divisi sul nuovo numero in edicola di Charlie Hebdo, dopo gli attacchi jihadisti che la scorsa settimana sono costati la vita dei migliori disegnatori del giornale. Le istituzioni religiose del mondo arabo hanno condannato le nuove vignette su Maometto.

 

Il centro islamico Dar al-Ifta al Cairo ha duramente criticato i disegni di Charlie, definendoli «ingiustificatamente provocatori». La massima autorità sunnita, la moschea di al-Azhar, ha condannato invece la montante islamofobia che attraversa la Francia «con attacchi razzisti e scellerati contro le moschee», chiedendo ai musulmani di ignorare le nuove caricature. Invece, le autorità turche hanno messo al bando la nuova edizione del giornale che reca in prima pagina l’immagine del profeta.

Neyestani difende Charlie

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