Il duro inverno di Gaza


Tre mesi dopo la fine dell’operazione militare israeliana ‘Margine Protettivo’ - in cui hanno perso la vita 2.205 palestinesi, di cui 1483 civili (521 bambini e 283 donne) e 600.000 persone sono state costrette a lasciare le proprie case per rifugiarsi nelle scuole dell’ONU - l’inverno avanza su Gaza e la situazione si fa se possibile sempre più drammatica.

Tre mesi dopo la fine dell’operazione militare israeliana ‘Margine Protettivo’ – in cui hanno perso la vita 2.205 palestinesi, di cui 1483 civili (521 bambini e 283 donne) e 600.000 persone sono state costrette a lasciare le proprie case per rifugiarsi nelle scuole dell’ONU – l’inverno avanza su Gaza e la situazione si fa se possibile sempre più drammatica.

 

  Photo by Rami Balawi

Decine di migliaia di case (20.000 secondo l’OCHA, l’Ufficio delle Nazioni Unite per gli Affari Umanitari) sono state distrutte ed almeno 108.000 persone sono senza tetto o vivono in rifugi di fortuna, sotto tende, container, baracche di legno. I più “fortunati” (circa 30.000 persone) vivono ancora nelle 18 scuole dell’UNRWA attendendo la ricostruzione effettiva di Gaza che stenta a prendere avvio.

I Gazawi sotto la pioggia e il freddo e senza elettricità. Scattano campagne di solidarietà internazionale

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