Il nostro viaggio al centro del mondo


Partiamo da una premessa: questo non è il solito editoriale di presentazione. No, perché troppe volte abbiamo letto parole piene di significato che poi la realtà ha stravolto totalmente.

Partiamo da una premessa: questo non è il solito editoriale di presentazione. No, perché troppe volte abbiamo letto parole piene di significato che poi la realtà ha stravolto totalmente.

REUTERS 
Quando mi è stato domandato di assumere la direzione editoriale del sito di East, il primo pensiero non è stato né ai soldi né al prestigio. Il primo pensiero è stato dedicato ai lettori, troppo spesso stuprati del loro fondamentale ruolo in quella grande macchina che è il mondo dell’informazione. Lettori ignorati, ma che hanno bisogno di noi, in un momento come questo in cui le bussole non esistono più e le certezze vengono meno. Hanno necessità di capire le complessità del mondo, senza dietrologie e senza giochi di potere. 

Cosa spinge l’uomo a cercare sempre nuove vie? Forse il suo spirito di adattamento, mai domo. O forse l’incessante voglia di scoperta, in modo da rendere la vita degna di essere vissuta. Non importa dove si vuole andare, l’importante è incominciare a viaggiare per seguire il proprio io, i propri sogni. Ed è per questo che noi stiamo per intraprendere questo viatico, senza paure e senza il quotidiano stress. Il solo pensiero di tornare a informare, di far parlare le nostre voci dal mondo, rappresenta la più adrenalinica scarica possibile. Raccontare un processo, in un mondo che guarda solo ai fatti, è il primo passo. Comprendere le dinamiche sociali, e comportamentali, che internet ha stravolto è fondamentale per poter ripartire senza paura verso un futuro che ora ci appare incerto, ma che noi possiamo rendere sicuro. Troppo spesso si sente parlare di futuro, di idee, di innovazione. Ma la più grande innovazione possibile può arrivare solo da noi stessi. Siamo noi i fautori del nostro destino. E siamo noi che possiamo vivere e raccontare un mondo che continua a cambiare.

 Partire significa avere coraggio. Di staccare, di andare oltre, di mettersi alla prova, di oltrepassare ciò che molti reputano troppo difficile. Ma quando, una volta giunti all’età più matura, ci guarderemo indietro potremo forse affermare di essere più soddisfatti di tanti altri. Seguire le proprie passioni non è mai malvagio. Se ti va bene, avrai vissuto la più grande avventura possibile. Se ti va male, pace: la coerenza è una virtù che pochi hanno. Farsi condurre o guidare in modo diretto? Cosa è da preferire? Dipende da cosa si vuole.  

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