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Il prossimo sponsor del Barça è giapponese

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Rakuten, gigante dell’e-commerce giapponese, sponsorizzerà dal 2017 il Barcelona Fc di Lionel Messi. Un accordo che porta centinaia di milioni di euro nelle casse del club catalano e visibilità internazionale all’azienda di Hiroshi Mikitani.

L’esperienza nel settore delle sponsorizzazioni sportive non manca di certo, ma quella strappata a una concorrenza globale per la maglia blaugrana ha il sapore del «colpaccio». Dal 2017 sulla maglia dell’ Fc Barcelona ci sarà il logo di Rakuten, leader giapponese del settore e-commerce. L’azienda verserà al club sportivo catalano poco meno di 60 milioni di euro all’anno per 4 anni, per un totale di 220 milioni di euro, tra le cifre più alte mai pagate per una sponsorizzazione su divisa.

Per Rakuten è un investimento pesante. Difficile trovare testimonial in carne ed ossa migliori di Leo Messi e Neymar Jr., tra i calciatori più seguiti e ammirati a livello globale. Difficile trovare un palcoscenico con più spettatori del Camp Nou, con i suoi quasi 80mila paganti di media sugli spalti, e quasi 95 milioni di fans — questo il numero di like della pagina ufficiale Facebook del club — in tutto il mondo. La rivista Forbes stima il valore del club in 3,5 miliardi di euro, secondo al mondo dietro al Real Madrid.

Cos’ è Rakuten

Rakuten è la una delle più importanti aziende giapponesi di e-commerce, media e servizi online con un giro d’affari da circa 7 miliardi di euro (2015) e quasi 12 mila dipendenti in tutto il mondo. Il «core business» è costituito da Rakuten Ichiba, il sito più usato in Giappone per gli acquisti online. Dall’anno di fondazione (1997) l’azienda si è evoluta di pari passo con la diffusione della Rete e dei servizi online nel paese arcipelago. Oggi insieme oltre al «marketplace», simile a quello di Amazon, Rakuten offre una serie di servizi bancari e di pagamento digitale molto popolari in Giappone.

La chiave del successo è la «fidelizzazione» del cliente-utente: con una carta di credito Rakuten si possono accumulare punti che permettono di ottenere sconti su tutti i siti del gruppo per acquisti di merci o viaggi — Rakuten ha infatti anche un portale per viaggi e camere d’albergo. Dal 2005 il gruppo si è espanso acquisendo in tutto o in parte aziende come la canadese Kobo — che produce lettori e-book venduti anche in Italia — il sito di condivisione di fotografie Pinterest, l’app di messaggistica Viber e ozon.ru, primo portale e-commerce russo. Inoltre, ha aperto operazioni a Taiwan, in Sudest asiatico, negli Stati uniti e in Europa. In Giappone Rakuten controlla poi quote dell’emittente tv di Tokyo Tbs ed è proprietaria della Vissel Kobe, squadra che milita nella J-League, la massima serie del calcio professionistico del Sol Levante, e dei Rakuten Eagles, squadra di baseball — sport popolarissimo in Giappone — trionfatrice nelle locali «Series» nel 2013.

Perché la sponsorizzazione del Barça

«Rakuten» in giapponese significa «ottimismo», una parola che ben riassume la missione aziendale indicata nel 2012 dal fondatore e amministratore del gruppo Hiroshi Mikitani, quella cioè di «battere Amazon». Se in Giappone e Taiwan Rakuten continua a difendere la sua posizione di leadership del settore, a livello globale le cose si fanno più complesse. Nel 2016, Rakuten ha chiuso le proprie operazioni in Indonesia, Singapore e Malaysia oltre a ritirarsi da Spagna e Gran Bretagna in Europa. Nel Vecchio continente Rakuten ha deciso di concentrarsi su Francia e Germania per puntare a uno sviluppo «più sostenibile».

L’accordo con il Barça si pone poi in un contesto globale di sponsorizzazioni milionarie e acquisizioni che stanno spostando il baricentro del calcio mondiale — al meno in quanto a capitali — verso l’Asia un mercato potenzialmente enorme per i diritti tv e il merchandising delle società europee: basti pensare alle recenti acquisizioni di Milan e Inter da parte di investitori cinesi, o al Leicester, trionfatore l’anno scorso in Premier League, in mano thailandese, e alla sponsorizzazione del Chelsea FC della giapponese Yokohama (la squadra londinese era peraltro sponsorizzata prima dalla coreana Samsung). In questo panorama di ripensamento della strategia globale dell’azienda si pone l’accordo con il Barcelona: la sfida a Amazon è ancora valida.

@Ondariva

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