Il punto sul caso marò dopo la videoconferenza


La videoconferenza di ieri in occasione della festa della Repubblica, coi due fucilieri di Marina Latorre e Girone in collegamento live dall'ambasciata a New Delhi, mostra la frustrazione – giustificata! - di due soldati incastrati in un caso molto più grande di loro (e delle nostre beghe italiote). Facciamo il punto.

La videoconferenza di ieri in occasione della festa della Repubblica, coi due fucilieri di Marina Latorre e Girone in collegamento live dall’ambasciata a New Delhi, mostra la frustrazione – giustificata! – di due soldati incastrati in un caso molto più grande di loro (e delle nostre beghe italiote). Facciamo il punto.

 

Gli attestati di vicinanza e stima da parte della classe politica nazionale, un po’ stantii e un po’ di circostanza, dovevano aiutare a rinvigorire il morale di due persone bloccate in India da quasi due anni e mezzo, sospettate di duplice omicidio, che ancora affrontano un futuro incerto. Impossibile prevedere con precisione quando finirà la diatriba del caso Enrica Lexie e ieri, per la prima volta a mia memoria, i due sottufficiali hanno mostrato che la propria pazienza sta cominciando davvero ad esaurirsi. Merito di Salvatore Girone, il primo a rompere con veemenza il protocollo del servitore dello stato impassibile che ha caratterizzato questi due anni di braccio di ferro diplomatico, seguito – con maggiore misura ma identica frustrazione – da Massimiliano Latorre.

Tra le pieghe un po’ propagandistiche, aggiungendo gli elementi già a disposizione, nel merito della vicenda i punti salienti dovrebbero essere i seguenti.

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