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Il nucleare di Teheran


La ripresa dell'arricchimento di uranio da parte dell'Iran preoccupa soprattutto per la prevedibile corsa al nucleare delle altre potenze regionali

La ripresa dell’arricchimento di uranio da parte dell’Iran preoccupa soprattutto per la prevedibile corsa al nucleare delle altre potenze regionali

Il capo dell’Organizzazione iraniana per l’energia atomica Ali-Akbar Salehi partecipa all’apertura della conferenza generale dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (AIEA) presso la loro sede a Vienna, Austria, 16 settembre 2019. REUTERS/Leonhard Foeger

Pochi mesi, forse un anno e l’Iran disporrà del materiale fissile sufficiente a realizzare la sua prima bomba atomica? Da quando, il 6 gennaio scorso, l’Iran ha annunciato la ripresa “senza limiti” dell’arricchimento dell’uranio, le valutazioni sulla tempistica necessaria a Teheran per completare un programma nucleare iniziato nel 1967 con la cooperazione degli Usa (donarono allo Scià un reattore nucleare sperimentale da 5 MW) si fanno sempre più allarmistiche.

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