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Il rischio geopolitico di abitare nell’Oceano


In un paese con scarsa superficie abitabile e continuamente interessato da terremoti – l'ultimo proprio nel weekend, nel Nord della provincia di Nagano – è normale guardare “altrove” per nuove soluzioni abitative o di lavoro.

In un paese con scarsa superficie abitabile e continuamente interessato da terremoti – l’ultimo proprio nel weekend, nel Nord della provincia di Nagano – è normale guardare “altrove” per nuove soluzioni abitative o di lavoro.

La Shimizu Corp. si occupa proprio di questo: progettare sogni.

Non che questa in realtà sia il core business dell’azienda. Shimizu è tra i leader mondiali nella progettazione e costruzione di infrastrutture: suo è ad esempio il ponte, con annesso tunnel, che collega le due sponde della Baia di Tokyo, da Kawasaki a Kisarazu.

Ogni tanto, tuttavia – – forse per stupire forse per attirare nuovi clienti con un’intelligente strategia di marketing – tira fuori un progetto futuristico o assurdo, a seconda dei punti di vista.

L’ultimo in ordine di tempo si chiama Ocean Spiral. Si tratta di una colonia di abitazioni ed uffici ancorati sul fondo dell’oceano. Il nome dovrebbe già dire tutto ma, se non lo facesse, ecco alcune immagini riportate sul sito della Shimizu e su alcuni media internazionali negli ultimi giorni.

La colonia ha come suo centro un globo galleggiante sulla superficie del mare collegato da una spirale lunga dai 3 ai 4 chilometri a una piattaforma ancorata al fondale oceanico, una vera e propria centrale per lo sfruttamento e la ricerca nelle risorse delle profondità marine – terre rare soprattutto. In una struttura di questo tipo potrebbero vivere fino a cinquemila persone.

Il tutto a impatto ambientale zero, senza emissioni di anidride carbonica, che verrebbe conservata nella struttura e riutilizzata per produrre nuova energia.

Il costo totale del progetto si aggira intorno ai 25 miliardi di dollari e la tecnologia necessaria potrebbe già essere disponibile nel 2030.

Sempre a patto che per quella data, il Giappone abbia risolto i suoi problemi in alto mare. E non mi riferisco a Godzilla, ma a questioni geopolitiche irrisolte da diversi decenni.

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