Il vero ricambio, ovvero cosa sta succedendo nel PCC


Jiang Jiemin, già direttore della Commissione di Supervisione e Amministrazione delle Imprese di Stato (Sasac) ed ex presidente della più grande compagnia petrolifera del Paese, la China National Petroleum Corporation (Cnpc) è stato ufficialmente rimosso dal suo incarico a seguito di un'indagine per gravi violazioni disciplinari. Significa che anche per lui è pronta un'indagine che porterà ad un processo e a un'epurazione. La pista di Jiang porta direttamente a Zhou Yongkang, di cui abbiamo parlato nello scorso post, come il probabile prossimo bersaglio grosso del nuovo Presidente Xi Jinping. Ma non solo, perché quello in corso in Cina è il reale processo di cambiamento in atto nel Partito. Via i funzionari di fazioni rivali, dentro persone di fiducia per arrivare alle Riforme e alla linea ideologica desiderata.

Jiang Jiemin, già direttore della Commissione di Supervisione e Amministrazione delle Imprese di Stato (Sasac) ed ex presidente della più grande compagnia petrolifera del Paese, la China National Petroleum Corporation (Cnpc) è stato ufficialmente rimosso dal suo incarico a seguito di un’indagine per gravi violazioni disciplinari. Significa che anche per lui è pronta un’indagine che porterà ad un processo e a un’epurazione. La pista di Jiang porta direttamente a Zhou Yongkang, di cui abbiamo parlato nello scorso post, come il probabile prossimo bersaglio grosso del nuovo Presidente Xi Jinping. Ma non solo, perché quello in corso in Cina è il reale processo di cambiamento in atto nel Partito. Via i funzionari di fazioni rivali, dentro persone di fiducia per arrivare alle Riforme e alla linea ideologica desiderata.

 

Anche nel caso di Jiang c’è da chiedersi dunque quali possano essere le accuse e dove si voglia in realtà colpire. Come già per quanto riguarda Zhou Yongkang, che potrebbe essere un siluro neanche troppo indiretto a Jiang Zemin (nella foto i due sono ritratti insieme), l’incriminazione di Jiang Jemin potrebbe supporre alcuni scenari. In uno di questi oltre ad essere una sorta di preparazione al colpo grosso di Zhou, potrebbe rappresentare una spallata alla «cricca del petrolio» o ancora più importante a quel gruppo di funzionari che da tempo si spendono per bloccare le liberalizzazioni delle aziende di stato.

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