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In Cina hanno arrestato e incriminato 5 femministe


Nel silenzio completo delle nazioni democratiche del mondo, lo scorso 8 marzo cinque persone sono state arrestate in Cina. Si tratta di Wei Tingting, Li Tingting, Wang Man, Zheng Churan e Wu Rongrong. Sono cinque donne, femministe, attiviste dei diritti delle donne in Cina. Nel loro paese sono piuttosto conosciute, meno nel resto del mondo.

Nel silenzio completo delle nazioni democratiche del mondo, lo scorso 8 marzo cinque persone sono state arrestate in Cina. Si tratta di Wei Tingting, Li Tingting, Wang Man, Zheng Churan e Wu Rongrong. Sono cinque donne, femministe, attiviste dei diritti delle donne in Cina. Nel loro paese sono piuttosto conosciute, meno nel resto del mondo. D’altronde anche l’indignazione per i mancati diritti umani negli altri paesi funziona a seconda del clima mondiale. Oggi il cattivo su cui sono puntati gli occhi di tutti è Putin, quindi la Cina è libera di arrestare chi vuole. E oggi ha formalizzato l’accusa contro le cinque donne.

Femminismo?
«In Cina il femminismo è sempre stato demonizzato. Tempo fa, nel corso di un convegno letterario all’estero, ogni scrittrice della delegazione cinese chiarì subito di non essere femminista. Perché tale affermazione? I motivi sono vari: alcune intendevano i propri romanzi come normale letteratura, senza bisogno dell’etichetta letteratura femminista; altre forse volevano sottolineare di essere buone mogli e madri, donne normali, né combattenti né lesbiche».

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