In Siria storie di droga, di guerra e di guerriglieri


Captagon, l’anfetamina che finanzia il conflitto e stimola gli uomini sul campo di battaglia. Un traffico miliardario che attraversa il Libano per raggiungere i paesi del Golfo.

Captagon, l’anfetamina che finanzia il conflitto e stimola gli uomini sul campo di battaglia. Un traffico miliardario che attraversa il Libano per raggiungere i paesi del Golfo.

 

Guerra e mercato della droga, un matrimonio consueto che si ripete anche in Siria, e coinvolge sempre di più il vicino Libano. Dall’inizio del conflitto la produzione e il traffico di stupefacenti sono sempre più fiorenti e buona parte del ricavato è utilizzato per finanziarlo. Non solo, sembra accertato un uso massiccio di anfetamine da parte dei gruppi armati. Secondo i rapporti dell’esercito siriano, in molte roccaforti riconquistate ai miliziani sono state trovate grandi quantità di droghe sintetiche.

Anche la cronaca conferma la crescita di questo traffico e i legami con le milizie. La sezione narcotici della polizia libanese ha recentemente arrestato un chimico bulgaro esperto nella preparazione di anfetamine. Secondo le autorità del Paese dei Cedri il chimico B. Karbozo è da annoverare tra i più grandi esperti al mondo nella preparazione di droghe sintetiche e sarebbe entrato nel Paese per lavorare, al soldo del trafficante siriano al-Qanas, alla produzione di anfetamine da vendere nei paesi del Golfo.

Il mese scorso l’esercito libanese ha arrestato nella valle della Bekaa la sorella e il figlio di Abu Malek al-Talleh, comandante del Fronte al-Nusra nella regione del Qalamoun in Siria al confine con il Libano. Nel corso della stessa operazione sono sati anche sequestrati grandi quantitativi di anfetamine, eroina e attrezzature per la loro lavorazione.

La regione più calda sembra essere la zona del confine settentrionale tra il Libano il Paese sconvolto dalla guerra civile. I trafficanti di droga siriani stanno usando il Libano come una vera e propria stazione per il contrabbando del Captagon, un’anfetamina molto usata in Medio Oriente. Il farmaco, prodotto in Siria e nella Valle della Bekaa, nel Libano del nord, attraversa il Paese dei Cedri per raggiungere la destinazione finale: i paesi del Golfo, Arabia Saudita in testa.

Lo scorso anno la polizia libanese ha sequestrato più di 15 milioni di compresse, circa due tonnellate, di Captagon. Inoltre, sono state intercettate quattro tonnellate di materie prime impiegate per la fabbricazione della droga. Secondo fonti della sicurezza il fenomeno è in crescita esponenziale, probabilmente perché il ricavato del traffico è utilizzato per finanziare la guerra a Bashar al-Assad. I numeri sembrano dare ragione a quest’analisi: nel 2010, prima dell’inizio del conflitto, in Libano erano state sequestrate solo 68.304 compresse.

“I trafficanti sono sempre più creativi – ha dichiarato il Colonnello Ghassan Chamseddine, capo dell’antidroga libanese – abbiamo trovato pillole nascoste dentro condizionatori d’aria industriali, in oggetti d’arte, in cornici e addirittura cotte con i biscotti del Ramadan.”

“Il Captagon, o Fenethylline, prima della sua proibizione, era utilizzato anche in molti paesi occidentali per il trattamento dei disturbi dell’attenzione e della narcolessia. Negli anni è diventato popolare nei paesi arabi, soprattutto in Arabia Saudita, come eccitante e nei droga-party.” A parlare è Nadya Mikdashi, direttore di Skoun, ONG che promuove la lotta alla droga e alla tossicodipendenza. “Il prodotto prima del conflitto – dice Mikdashi – era molto diffuso anche tra la gioventù bene siriana.”

Fino a quattro anni fa le compresse erano prodotte in grande quantità in Siria e arrivavano in Libano per essere imbarcate su navi o voli commerciali diretti ai Paesi del Golfo e a quelli africani. Attualmente i trafficanti stanno cercando il modo per aggirare i problemi di sicurezza causati dal conflitto. Sempre più spesso accade che il principio attivo dalla Siria o dai porti libanesi raggiunga aree remote della Valle della Bekaa. Qui i laboratori clandestini confezionano le pillole, che attraversano il confine siriano per raggiungere l’Arabia Saudita o essere consumate sul mercato interno. Questa nuova strategia dei trafficanti è stata confermata dal sequestro nel porto di Beirut di un container, proveniente dalla Cina, che conteneva attrezzature e materie prime per la fabbricazione di anfetamine.

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