Afghanistan: il Presidente Ghani incontra Biden


La visita di Ghani si lega al ritiro delle truppe Usa dall’Afghanistan: per Washington significa mettere fine a quasi vent’anni di guerra, per Kabul vuol dire il collasso delle istituzioni

Marco Dell'Aguzzo Marco Dell'Aguzzo
Giornalista, scrive per eastwest, Il Sole 24 Ore, il manifesto, Vanity Fair, Aspenia e Start Magazine. Si occupa di energia e di affari nordamericani.

La visita di Ghani si lega al ritiro delle truppe Usa dall’Afghanistan: per Washington significa mettere fine a quasi vent’anni di guerra, per Kabul vuol dire il collasso delle istituzioni

Venerdì il Presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha incontrato alla Casa Bianca il suo omologo afghano, Ashraf Ghani. La visita di Ghani si lega al ritiro delle truppe americane e Nato dall’Afghanistan che si completerà il prossimo 11 settembre: per Washington significa mettere fine a quasi vent’anni di guerra; per Kabul, invece, potrebbe significare il collasso delle sue istituzioni.

Il collasso dell’Afghanistan entro sei mesi

Stando all’intelligence americana, in assenza del supporto militare degli Stati Uniti, il Governo afghano non riuscirà a resistere più di sei mesi prima di venire rovesciato dai Talebani, che potrebbero allora instaurare un nuovo regime repressivo e accogliente per le organizzazioni terroristiche come al-Qaeda.

Quando finiranno di andarsene, gli Stati Uniti non si lasceranno dietro un Paese stabile e sicuro, né per i cittadini afghani e forse nemmeno per quelli americani: il segretario alla Difesa Lloyd Austin pensa che nel giro di un paio d’anni un gruppo come al-Qaeda acquisirà capacità sufficienti in Afghanistan per organizzare attentati sul suolo statunitense.

Cosa ha detto Biden

L’amministrazione americana riconosce che il ritiro porta con sé dei rischi. Venerdì Biden ha promesso che, nonostante il rientro in patria dei soldati, i rapporti con Kabul proseguiranno e Washington continuerà a offrire supporto militare, economico e politico al Governo afghano. Per Biden la “costruzione della nazione” (nation-building) è però un compito che non spetta all’America, ma all’Afghanistan. “Gli afghani”, ha detto durante l’incontro con Ghani, “dovranno decidere il loro futuro. E la violenza insensata deve finire, ma sarà molto difficile. Ma noi saremo con voi, e faremo del nostro meglio per assicuraci che abbiate gli strumenti di cui avete bisogno”.

L’avanzata dei Talebani

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