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India e Pakistan sono membri della Shanghai Cooperation Organization

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Dopo anni di trattative la cosiddetta «Nato Asiatica», fondata a Shanghai nel 2001, venerdì 9 giugno per la prima volta ha formalizzato l’adesione di due nuovi membri: India e Pakistan. Paesi ostili da oltre mezzo secolo, ora si ritrovano parte integrante di una piattaforma regionale inizialmente fondata per questioni di sicurezza dell’area, diventata prima espressione della convergenza di interessi sull’asse Mosca – Pechino e ora altro mezzo cinese per spingere la Belt and Road Initiative.

La Shanghai Cooperation Organization (Sco) è stata fondata nel 2001 con l’obiettivo di riunire sotto un unico ombrello sei paesi asiatici e centroasiatici – Cina, Russia, Kazakistan, Kirghizistan, Tagikistan e Turkmenistan – impegnati nella lotta al «terrorismo, al separatismo e all’estremismo». Oltre a organizzare operazioni congiunte ed esercitazioni militari congiunte, la Sco è divenuta di fatto una piattaforma geopolitica nell’area dove gli stati membri discutono di sicurezza, commercio e sviluppo. O meglio, lo fanno Cina – il peso massimo nell’organizzazione – e Russia, alimentando quel rapporto di cooperazione e spartizione delle sfere di influenza che negli ultimi vent’anni ha regolato i rapporti sino-russi.

Venerdì 9 giugno, dopo tre anni di trattative interne, India e Pakistan sono state promosse da paesi osservatori a membri effettivi. Un’entrata simultanea arrivata a coronamento del consenso trovato tra Mosca e Pechino: la prima, sponsor di New Delhi; la seconda, di Islamabad.

La formalizzazione dell’adesione è avvenuta durante il summit annuale della Sco ad Astana, Kazakistan, alla presenza dei capi di stato di tutti i membri, compresi Narendra Modi e Nawaz Sharif. L’evento ha destato enorme interesse nel subcontinente, specie per il brevissimo incontro tra i primi ministri di India e Pakistan che da ben 18 mesi non si trovavano faccia a faccia. Mentre i due paesi sono tecnicamente ai ferri corti per una serie di questioni annose – Kashmir e terrorismo – e nuove – il caso Kulbhushan -, secondo quanto riporta la stampa indiana Modi avrebbe stretto la mano di Sharif chiedendogli come stesse di salute, a seguito dell’operazione cardiaca del primo ministro pachistano l’anno scorso. Nient’altro.

L’adesione di India e Pakistan alla Sco porta all’interno dell’organizzazione due membri di fatto «avversari», impegnati in scontri a fuoco a bassa intensità lungo il confine del Kashmir e praticamente su fronti opposti in ogni tavolo internazionale, dall’Onu in giù. Controversie che di certo non saranno internazionalizzate da New Delhi e Islamabad ma che rischiano di complicare l’armonia del gruppo, inteso largamente come un sostituto dei furono Brics.

Per entrambi gli stati subcontinentali, la Sco rappresenta principalmente un’opportunità di business, mettendo le diplomazie di India e Pakistan in una posizione privilegiata per accedere ai mercati di risorse naturali ed energetiche dell’Asia Centrale. Per contro, l’allargamento della membership della Sco ai due principali attori dell’Asia Meridionale permette alla Cina di aumentare il proprio coefficiente di soft power, vantando la guida di un’organizzazione asiatica che al momento rappresenta il 40 per cento della popolazione mondiale e il 20 per cento del Pil mondiale e che, chiaramente, appoggia con entusiasmo l’iniziativa cinese della Nuova Via della Seta (che New Delhi, recentemente, ha clamorosamente boicottato). 

Particolarmente evocativa la lettura che Sarah Lain, research fellow specializzata in Russia e Asia Centrale presso il Royal United Services Institute for Defence and Security Studies (RUSI, Regno Unito), ha dato a The Wire: «”La Russia sta perdendo influenza all’interno della Sco mentre la potenza economica cinese in Asia Centrale e Meridionale continua a crescere e la retorica sulla Belt and Road Initiative sta sostituendo le altre vision di politica estera”. Coi Brics progressivamente sempre meno rilevanti, ha dichiarato Lain, l’ammissione di India e Pakistan aiuta a rinforzare la chiamata cinese a un mondo multipolare. Il simbolismo dell’espansione “rafforza la narrazione di una Sco come esempio virtuoso, ovvero, di un club non guidato dagli Stati Uniti di cui altre potenze vogliono entrare a far parte».

@majunteo

 

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