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Indonesia, ok al vaccino cinese


L'Indonesia autorizza la distribuzione del vaccino anti Covid-19 dell’azienda cinese Sinovac Biotech. Si rafforza così la presenza di Pechino nel Paese

Matteo Meloni Matteo Meloni
Giornalista, si occupa di politica internazionale, comunicazione e giornalismo d’impresa. Collabora con eastwest e con il sito d’informazione Corriere dell’Economia.

Un operatore sanitario preleva un campione di sangue per il test sierologico Covid-19 presso un ospedale a Jakarta, Indonesia, 16 dicembre 2020. REUTERS/Ajeng Dinar Ulfiana
Si rafforza la presenza della Cina in Indonesia. Da importante partner commerciale, Pechino diventa anche punto di riferimento nella gestione del virus con l’approvazione della somministrazione del vaccino dell’azienda farmaceutica Sinovac Biotech. Attorno al contesto degli antidoti contro il Covid-19 si è scatenata una vera e propria gara geopolitica tra i principali attori globali: dal gruppo transatlantico alla Russia, passando per Cina e India.Numerose le trasversalità in atto, con alcune realtà che testano parallelamente più vaccini — come nel caso di Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti — o altre che hanno avviato collaborazioni in comune, su tutte la possibilità che il russo Sputnik venga sviluppato congiuntamente con la Germania.In tutto ciò, le case farmaceutiche delle nazioni produttrici diventano cavalli di Troia per penetrare nei contesti socio-economici o per rafforzare la presenza già esistente. Questo è il caso della Cina in Indonesia che, tra luci e ombre, è per Jakarta occasione di sviluppo per il Paese musulmano più popoloso al mondo.

La presenza di Pechino in Indonesia

Secondo un report della Pwc, entro il 2050 l’Indonesia sarà la quarta economia al mondo dopo Cina, India e Stati Uniti. La crescita del 5% annuo è stata annullata o quasi dalla pandemia da coronavirus, ma ciò non toglie a Jakarta le prospettive per un futuro di numeri in territorio più che positivo.Lo sviluppo indonesiano passa anche per gli investimenti dei Paesi con maggiori disponibilità. Su tutti, la Cina che, nel 2019, rappresentava la prima nazione per export (circa il 17% dei prodotti di Jakarta) e import, un valore pari a 44.5 miliardi di dollari (1/3 del totale). Il commercio bilaterale con la Repubblica popolare ha toccato i 79.4 miliardi di dollari, 10 volte di più rispetto al 2000, rendendo quello con Pechino il più importante in assoluto.Il rapporto tra i due Stati, d’altro canto, non è sempre lineare: infatti, da tempo esiste un sentimento anti-cinese, accresciutosi con la diffusione del Covid-19, spesso chiamato “virus cinese”. Non solo: la disputa sul Mar cinese meridionale coinvolge Indonesia e Cina, con le imbarcazioni private dotate di mitragliatrici come deterrente alle incursioni nell’area economica esclusiva a nord delle Isola Natuna da parte di navi per la pesca sia cinesi che vietnamite.

L’ok delle autorità sanitarie e religiose

In Indonesia la possibilità che il vaccino potesse essere distribuito ha dovuto ricevere luce verde sia dalle autorità sanitarie che da quelle religiose. Si è discusso a lungo sulla presenza o meno di sostanze provenienti da animali vietati dal credo musulmano quali i maiali e, in particolare, sulla gelatina, usata come stabilizzante in alcuni vaccini, realizzata con derivati suini.Il Consiglio Indonesiano degli Ulama ha dato il via libera alla somministrazione, con alcuni esponenti d’alto rango della comunità islamica che hanno dichiarato che, in assenza di altre alternative anche non halal, si sarebbe comunque potuto procedere alla vaccinazione. La notizia è stata accolta positivamente dal mondo politico e il Presidente Joko Widodo ha dichiarato che sarà il primo a ricevere la dose. “Perché io per primo? Non è questione di essere in cima alla lista ma per dimostrare alla popolazione che il vaccino è sicuro e halal”.
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