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Investimenti esteri: un po’ di America in Italia


Ero a Madrid quando, a settembre 2018, ho letto che finalmente apriva Starbucks a Milano. Dal primo giorno, scriveva l’articolo, la fila di persone faceva il giro del palazzo. La mia prima reazione è stata: «Ma perché un italiano dovrebbe bere un caffè di qualità inferiore a un prezzo maggiore?» Ero con un caro amico, che ha argomentato come fosse invece una bellissima novità per la città di Milano, come il caffè italiano e quello di Starbucks fossero due cose diverse, il secondo più un’esperienza che una semplice bevanda.

Incuriosita da queste osservazioni, qualche giorno fa sono andata a vedere il principale punto di apertura a Piazza Cordusio, in pieno centro, nell’ex Palazzo delle Poste, 2.300 metri quadri che rappresentano il debutto del brand americano in Italia.

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