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Iran e Arabia Saudita, svolta nelle relazioni diplomatiche?


La ripresa delle relazioni potrebbe essere il più grande passo in avanti compiuto da Iran e Arabia Saudita dal 2016. Arrivano le conferme dell’incontro a Baghdad tra le delegazioni

Matteo Meloni Matteo Meloni
Giornalista, si occupa di politica internazionale, comunicazione e giornalismo d’impresa. Collabora con eastwest e con il sito d’informazione Corriere dell’Economia.

I musulmani eseguono la preghiera del venerdì alla Grande Moschea durante il mese sacro del Ramadan, nella città santa della Mecca, Arabia Saudita, 16 aprile 2021. REUTERS/Stringer
I delegati di Iran e Arabia Saudita si sono incontrati a Baghdad, in Iraq, formalizzando il riallaccio delle relazioni, interrotte nel 2016, tra due giganti decisivi per le sorti del Medio Oriente e del mondo musulmano. La notizia del riavvicinamento tra Teheran e Riad è stata data in prima battuta dal Financial Times, basata su indiscrezioni carpite dal quotidiano finanziario già nella giornata di domenica.Il giorno seguente sono arrivate le conferme dalle parti in causa: il portavoce del Ministero degli Esteri della Repubblica Islamica, Saeed Khatibzadeh, ha affermato che il suo Paese accoglie positivamente il dialogo con il Regno dei Saud perché “è nell’interesse della regione”.Questo è il più grande passo in avanti compiuto tra le due nazioni dal 2016, anno dell’interruzione delle relazioni. Gli antefatti che hanno portato allo stop del dialogo non sono solo di carattere strettamente geopolitico — guerra in Yemen, produzione di petrolio, accordo sul nucleare JCPoA, controllo del passaggio delle imbarcazioni tra il Golfo Persico e lo Stretto di Hormuz — ma principalmente di carattere religioso.In seguito alla decapitazione in Arabia Saudita di Nimr al-Nimr, clerico sciita — componente religiosa maggioritaria in Iran ma minoranza nel mondo musulmano — oppositore del Governo di Riad, un importante numero di manifestanti ha prima iniziato a protestare davanti all’Ambasciata saudita di Teheran, per poi occuparla distruggendone gli uffici. Le proteste per la morte di al-Nimr sono state veementi in più parti del mondo e inesorabilmente hanno portato all’interruzione delle relazioni diplomatiche tra Repubblica Islamica e Regno dei Saud.

Passi in avanti

La nuova spinta al dialogo trova fondamento principalmente sugli sviluppi diplomatici nell’area impressi dall’amministrazione statunitense a guida Joe Biden: i Democratici hanno un approccio opposto rispetto ai Repubblicani verso le relazioni con la Casa Reale saudita e sulla questione del nucleare iraniano. Da una parte, la Casa Bianca si è posta dei limiti nei rapporti con Mohammed Bin Salman all’indomani della morte del giornalista Jamal Khashoggi, con un report della Cia — desecretato per volere del Presidente — che lo considera il mandante dell’omicidio; dall’altra, si cerca di mediare sull’accordo nucleare del 2015 dal quale Trump si è smarcato nel 2018, aprendo nuovamente al dialogo — seppur indiretto tra Teheran e Washington — a Vienna.Da Baghdad, la capitale irachena che ha ospitato l’incontro, giungono notizie di passi in avanti rispetto alla questione Yemen, Paese in guerra dove si fronteggiano i filo-governativi appoggiati dai sauditi e i cosiddetti ribelli Houthi spalleggiati dagli iraniani. Secondo le fonti del Ft, le discussioni sarebbero state positive, tanto che un nuovo faccia a faccia dovrebbe avvenire già nel corso della prossima settimana.La visita a Riad del Primo Ministro iracheno Mustafa al-Kadhimi, ospitato al Palazzo Reale dal Principe Bin Salman, avrebbe permesso il passo in avanti nello sblocco delle relazioni, con l’Iran molto vicino a Baghdad sia dal punto di vista politico ed economico che religioso, soprattutto dopo la fine del Governo guidato da Saddam Hussein. Da tempo l’Iran lancia segnali di apertura verso l’Arabia Saudita; la congiuntura diplomatica, ora, potrebbe essere favorevole per un nuovo inizio che darebbe speranza all’intera area mediorientale.
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