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Rouhani apre a Usa e Arabia Saudita

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Il Presidente si dice pronto a tornare al tavolo se verranno rimosse le sanzioni. Intanto, riprende il dialogo con Riad

Dopo le manifestazioni di piazza che hanno scosso l’Iran e portato a un numero imprecisato di morti — si parla di 200 o 300 persone rimaste uccise negli scontri con le forze dell’ordine — Hassan Rouhani, Presidente della Repubblica Islamica, cerca di riprendere la strada del dialogo su diversi fronti. Quello più impellente è legato alle sanzioni imposte dagli Stati Uniti, che hanno colpito duramente l’economia persiana e che hanno portato, di fatto, all’ira dei cittadini iraniani contro il Governo.

Nel corso di una conferenza a Teheran, Rouhani ha dichiarato che “se verranno rimosse le sanzioni, siamo pronti al dialogo con la formula 5+1 a livello di Capi di Stato”. Ovvero, l’Iran vuol discutere ai massimi livelli, un face-to-face con le nazioni che hanno poi portato alla sottoscrizione dell’accordo JCPoA del 2015, ovvero i 5 Paesi membri permanenti del Consiglio di Sicurezza, più la Germania. La débâcle economica iraniana è sotto gli occhi di tutti: un’inflazione da capogiro, l’aumento del prezzo della benzina e il suo razionamento sono segnali preoccupanti per una realtà così importante negli equilibri della pace e della stabilità del Medio Oriente.

Hassan Rouhani ha inoltre dichiarato che “dal punto di vista della Repubblica Islamica non ci sono problemi nell’espandere le relazioni con i vicini e riprendere i contatti con l’Arabia Saudita”. Il Presidente iraniano ha espresso la sua posizione nel corso di un incontro con il Ministro degli Esteri dell’Oman, Yusef bin Alawi, riproponendo il progetto HOPE per il transito delle navi nelle acque del Golfo. “Dovremmo garantire la sicurezza nel Golfo Persico e nello Stretto di Hormuz attraverso l’espansione della cooperazione, impedendo ai poteri esterni d’interferire”, ha sottolineato Rouhani.

Intanto, circolano nuove speculazioni che vorrebbero, ancora una volta, Javad Zarif, Ministro degli Esteri della Repubblica Islamica, dimissionario. Zarif ha dovuto smentire le voci dopo un articolo pubblicato su un sito internet critico verso il Governo. “Se mi fossi dimesso, non sarei qui”, ha affermato il Ministro dal palazzo del Ministero degli Esteri. Le ultime manifestazioni hanno duramente segnato la leadership della Repubblica Islamica e probabilmente spaccato definitivamente la nomenclatura politica e i cittadini iraniani.

Il Governo iraniano si trova in cul-de-sac: senza la rimozione delle sanzioni, l’economia non potrà ripartire, con la conseguente crescita del malcontento dell’opinione pubblica e, all’orizzonte, possibili nuove manifestazioni. Per questo motivo, Rouhani porge un ramoscello d’ulivo ai protestanti, chiedendo la scarcerazione di quelli che non hanno commesso atti violenti: “Deve essere mostrata clemenza religiosa e islamica verso la gente innocente che protestava contro l’aumento dei prezzi della benzina e non erano armati: dovrebbero essere rilasciati”.

@melonimatteo

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