Iraq. La fuga delle minoranze


Sono decine di migliaia i cristiani che in questi giorni si sono spostati da Mosul e da zone limitrofe finite sotto il controllo dell'Isis. In molti sono scappati verso aree ritenute più sicure come Bashiqa e Qara Qosh (cittadine a stragrande maggioranza cristiana nel Governatorato di Ninive, al confine con il Kurdistan) e a Erbil. Ma sono solo delle tappe.

Sono decine di migliaia i cristiani che in questi giorni si sono spostati da Mosul e da zone limitrofe finite sotto il controllo dell’Isis. In molti sono scappati verso aree ritenute più sicure come Bashiqa e Qara Qosh (cittadine a stragrande maggioranza cristiana nel Governatorato di Ninive, al confine con il Kurdistan) e a Erbil. Ma sono solo delle tappe.

 Photo REUTERS/Ahmed Jadallah

Per molti infatti, è solo uno stop temporaneo prima di andarsene definitivamente all’estero. Il vescovo di Erbil, Monsignor Bashar Matti Warda, incontrato nella cattedrale di Saint Joseph ad Ankawa, il quartiere cristiano di Erbil, lo conferma: “Le persone si stanno preparando a lasciare il Paese. Sono stufe, impaurite e terrorizzate. Sanno che potrebbe non essere una saggia decisione. Non è facile emigrare, ma dicono che è comunque meglio che restare. Non è certo una decisione facile, ma non ci sono alternative”.

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