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Iraq, marcia contro la presenza americana

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La manifestazione anti-Usa è stata meno numerosa del previsto. Proseguono anche le proteste contro il Governo e l’Iran. Trump non vuole lasciare l’Iraq e minaccia ritorsioni

Ieri a Baghdad, in Iraq, si è svolta una grossa manifestazione per chiedere la cacciata dei soldati americani dal Paese. Le ragioni della protesta vanno fatte risalire all’uccisione – da parte degli Stati Uniti – del generale iraniano Qassem Suleimani e del generale iracheno Abu Mahdi al-Muhandis. La marcia è stata convocata da Muqtada al-Sadr, politico e religioso sciita; si aspettava una partecipazione “milionaria” che, invece, non c’è stata: dopo alcune ore la folla si è dispersa e alcuni manifestanti si sono anzi diretti verso piazza Tahrir, come riporta Reuters.

Piazza Tahrir è il centro delle proteste anti-governative, molto partecipate, che vanno avanti da diversi mesi. I manifestanti chiedono la fine di tutte le ingerenze straniere, sia quella americana che soprattutto quella iraniana: l’Iran – Paese a maggioranza sciita – esercita infatti un controllo molto stretto sul sistema politico iracheno. Lo stesso Al-Sadr, benché si dica contrario a tutte le interferenze straniere, è considerato vicino a Teheran.

Il 5 gennaio il Parlamento iracheno ha “approvato” una mozione per chiedere al Primo Ministro Adil Abdul Mahdi (sciita) di espellere tutte le truppe straniere dall’Iraq. La validità del voto tuttavia è dubbia: nonostante le minacce delle milizie precedentemente controllate da Suleimani, molti parlamentari non si sono comunque presentati in aula e quindi il quorum non sarebbe stato raggiunto.

Gli Stati Uniti mantengono in Iraq circa 5000 soldati, impegnati soprattutto nella lotta allo Stato Islamico e non hanno intenzione di ordinarne il ritiro. Oltre al contrasto del terrorismo, queste truppe – benché non così numerose – sono utili a Washington anche per contenere l’espansione dell’Iran nella regione. L’amministrazione Trump aveva infatti minacciato ritorsioni economiche contro Baghdad in caso di effettiva espulsione del contingente americano.

@marcodellaguzzo

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