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Brexit: per l’Ue non si torna indietro sull’Irlanda del Nord


È ancora scontro tra Ue e Regno Unito in merito al rispetto degli accordi sull’Irlanda del Nord. Von der Leyen chiude alle richieste britanniche di modificare l'accordo

Matteo Meloni Matteo Meloni
Giornalista, è membro del comitato editoriale di eastwest. Si occupa di geopolitica di Medio Oriente e Nord Africa, Stati Uniti, rapporti tra Paesi Nato, di organizzazioni internazionali. Già Addetto Stampa al Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, ha lavorato come Digital Communication Adviser alla Rappresentanza Italiana presso le Nazioni Unite a New York.

Cartelli con la scritta "Nessun confine del Mare d'Irlanda" e "Ulster è britannica, nessun confine interno del Regno Unito" sono stati apposti su un lampione al porto di Larne, Irlanda del Nord, 6 marzo 2021. REUTERS/Clodagh Kilcoyne

È ancora scontro tra la Commissione europea e il Governo britannico relativamente al rispetto degli accordi sull’Irlanda del Nord. Nei giorni scorsi Ursula von der Leyen è ritornata sull’argomento in seguito alle dichiarazioni del Ministro per la Brexit Lord Frost, secondo il quale “è difficile immaginare come il Protocollo per l’Irlanda del Nord attualmente operativo possa reggere a lungo”.

“È colpa della Brexit”

Per von der Leyen, “non dovremmo dimenticarci che i problemi arrivano non dal protocollo ma sono il risultato della Brexit”, ha tuonato la Presidente. Una frase senza precedenti, che rilancia sul campo avversario le accuse e, soprattutto, invita la parte britannica al rispetto dell’accordo. “È dovere comune con il Regno Unito far tutto ciò che è possibile per ridurre le tensioni in Irlanda del Nord, per questo motivo stiamo esplorando soluzioni pratiche che aiutino a minimizzare i disagi alla vita quotidiana” dei cittadini.

Cosa prevede il protocollo

L’accordo per l’Irlanda del Nord, un protocollo presente nel withdrawal agreement che regola i rapporti tra Bruxelles e Londra, prevede che l’area rientri nel single market dell’Ue rispetto ai beni, con controlli rinforzati per le merci che transitano nel Mare d’Irlanda. Ma a distanza di pochi mesi, sembra ancora pesare il contesto politico e non quello pratico nel voler trovare un equilibrio nei rapporti, andando a logorare il dialogo tra le parti e la stabilità sociale in quella parte di Paese.

Le parole di Lord Foster

Ma per il Ministro alla Brexit di Boris Johnson “l’Irlanda del Nord è pienamente parte del Regno Unito e se il protocollo opera danneggiando la politica, la società o l’economia, questa situazione non può essere sostenuta a lungo”. L’esponente del Governo conservatore parla di atteggiamento non costruttivo da parte europea, che si denoterebbe dal rafforzamento dei controlli per i beni in arrivo dalla Gran Bretagna verso l’Irlanda del Nord: “controlli troppo severi che danneggiano la filiera nonostante non ci siano prove che le merci non rispettano gli standard Ue”.

In seguito alle parole della Presidente von der Leyen, un portavoce di Downing Street ha parlato della delusione del Governo rispetto al pensiero della Commissione, chiedendo di trovare una soluzione pragmatica, con l’Ue che, secondo i britannici, non dovrebbe gestire il confine tra Regno Unito e Irlanda del Nord come gli altri. “Mentre l’Ue ripone le sue priorità sulla protezione del single market, il nostro focus rimane sul Good Friday Agreement in tutte le sue dimensioni”.

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