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Irlanda ed Ulster: ambo europeo per lo Sinn Féin


Il 6 giugno Standard & Poor's ha restituito la "A-" all'Irlanda, troppo tardi per i Laburisti, dimezzati al 5,3 per cento dalle elezioni europee del 25 maggio: è un guaio per la coalizione di governo, il cui maggior partito, il Fine Gael del premier Enda Kenny, è rimasto al primo posto col ventidue per cento dei consensi (22,3) e ha ottenuto quattro europarlamentari, ma è stato agganciato di nuovo dal Fianna Fáil (22,3) anche se quest'ultimo, a causa della dinamica nei vari collegi, ha dovuto accontentarsi di un solo candidato eletto.

Il 6 giugno Standard & Poor’s ha restituito la “A-” all’Irlanda, troppo tardi per i Laburisti, dimezzati al 5,3 per cento dalle elezioni europee del 25 maggio: è un guaio per la coalizione di governo, il cui maggior partito, il Fine Gael del premier Enda Kenny, è rimasto al primo posto col ventidue per cento dei consensi (22,3) e ha ottenuto quattro europarlamentari, ma è stato agganciato di nuovo dal Fianna Fáil (22,3) anche se quest’ultimo, a causa della dinamica nei vari collegi, ha dovuto accontentarsi di un solo candidato eletto.
Insieme, i candidati indipendenti sono arrivati al venti per cento (19,8) e ben tre di loro hanno colto seggi a Strasburgo, ma il colpo grosso, grazie allo scontento nei confronti delle misure di risanamento finanziario, lo ha fatto lo Sinn Féin  (partito di sinistra nazionalista che nell’europarlamento siede nei banchi del GUE-NGL, sinistra radicale) passando da zero a tre seggi nella repubblica (19,5 per cento dei voti). Rinasce il Green Party  (4,9) tre anni fa al minimo dopo l’alleanza col Fianna Fáil. Alle amministrative è andata bene l’estrema sinistra (Socialist Party e People Before Profit, alle Europee 1,8 e 1,5 per cento). Hanno votato 1.701.942 su 3.245.348 nell’Eire, scesa da 12 a 11 europarlamentari per l’ingresso della Croazia nella UE.

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