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Israele, è la volta di Benny Gantz?

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Il Presidente Rivlin consegna al leader di Kahol Lavan il mandato per la formazione del Governo. Pressante l’emergenza coronavirus, ma non sarà semplice riunire i vari partiti

Benny Gantz

Benny Gantz parla durante una manifestazione della campagna elettorale a Ramat Gan, vicino a Tel Aviv, Israele, 25 febbraio 2020. REUTERS/Corinna Kern

Riuscirà finalmente Israele ad avere un Governo? I prossimi 28 giorni — più eventuali altre due settimane extra — saranno decisivi per Benny Gantz per concludere le trattative per la formazione di un esecutivo. Ma che forma avrà? L’ex generale dell’esercito ha potuto ricevere il mandato dal Presidente Reuven Rivlin grazie all’appoggio orale di Israel Beytenu, il partito secolare di estrema destra guidato da Avigdor Lieberman, già Ministro della Difesa ed ex alleato di Benjamin Netanyahu, e dalla Lista Araba, la formazione con a capo Ayman Odeh che, all’interno della Knesset, rappresenta il terzo blocco più votato.

Molteplici scenari

Non è ancora chiara quale sarà la strada che Gantz intraprenderà. Pesa sul leader di Kahol Lavan l’emergenza coronavirus, che imperversa anche in Israele. Tanto che il Primo Ministro in pectore ha chiamato all’unità nazionale il principale partito politico avverso, il Likud. Ma, riferendosi al processo che vede Netanyahu accusato di corruzione, frode e abuso di potere, ha sottolineato che questo è stato “accompagnato da illegittimi tentativi per evadere la giustizia. Nessun uomo è più grande del progetto sionista Israeliano”.

Dal canto suo, Netanyahu — per ora incapace di riunire attorno a sé un numero sufficiente di parlamentari per un ennesimo tentativo alla guida della nazione — ha proposto un Governo di emergenza nazionale della durata di 6 mesi, per gestire la pandemia e avviare tutte le procedure di contenimento del virus. All’esecutivo, parteciperebbero Kahol Lavan, Likud e Israel Beytenu, lasciando fuori la Lista Araba. “La Joint List non parteciperebbe a questo tipo di formazione, né in tempi normali né in un periodo emergenziale”, ha sottolineato Netanyahu.

Il problema potrebbe sorgere nei mesi a venire. Gantz ha potuto ricevere il mandato proprio grazie all’appoggio della Lista Araba, nonché di Lieberman: tenere fuori in questo momento il raggruppamento dei partiti arabi potrebbe incidere sul dialogo proficuamente avviato nelle ultime settimane. Sul piatto, infatti, c’è la creazione di un Governo di minoranza, dove Kahol Lavan potrebbero formare un esecutivo appoggiato esternamente anche dalla Joint List. Scenario non semplice da costruire, visto che Lieberman non ha particolare simpatia per gli arabi israeliani. Ma il rapporto con Netanyahu sarebbe del tutto logorato: il fastidio dell’ex Ministro della Difesa verso Bibi potrebbe concretizzarsi persino appoggiando un Governo con gli arabi.

@melonimatteo

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