Israele: no al cambio di rotta con l’Iran


Il nuovo esecutivo a guida Bennett non ha alcuna intenzione di ritornare al dialogo con il regime che lo vuole annientare. Mentre Washington vuole discutere con Teheran dell'accordo sul nucleare

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[GERUSALEMME] Corrispondente per diverse testate, dopo 6 anni in India e 5 in Cina per Ansa. Autore e conduttore di Radio 3, è esperto di Asia e Medio Oriente.

Il nuovo esecutivo a guida Bennett non ha alcuna intenzione di ritornare al dialogo con il regime che lo vuole annientare. Mentre Washington vuole discutere con Teheran dell’accordo sul nucleare

È stata una discussione sulla questione iraniana ad aprire la prima riunione domenicale del nuovo esecutivo israeliano. Il Primo Ministro Naftali Bennett, aprendo l’incontro del suo Governo, ha sottolineato come le elezioni presidenziali iraniane “mostrano che il mondo deve agire affinché l’Iran venga fermato nel dotarsi di un’arma nucleare”. Mentre a Gerusalemme Bennett così si esprimeva con il suo esecutivo, a Vienna si teneva l’ultimo del sesto round di colloqui indiretti tra Washington e Teheran sulla possibilità di ritornare all’accordo sul nucleare del 2015. Le parole di Bennett sono arrivate ​​anche mentre il capo di Stato maggiore delle Israel Defence Forces, l’esercito israeliano, Aviv Kohavi si dirigeva negli Stati Uniti con una delegazione di alti ufficiali militari israeliani per incontrare funzionari americani a Washington e discutere del programma nucleare iraniano e dei suoi sforzi espansionistici nella regione.

“L’elezione di Raisi a Presidente dell’Iran è un segnale per le potenze mondiali che devono svegliarsi”, ha detto Bennett. “Questo potrebbe essere l’ultimo segnale un momento prima di tornare all’accordo con l’Iran. Devono capire con chi stanno facendo affari e che tipo di regime stanno scegliendo di rafforzare. Un regime di carnefici non può avere armi di distruzione di massa”, ha detto il premier israeliano.

L’Iran è il nemico

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