eastwest challenge banner leaderboard

La piattaforma Rousseau è democratica?

Breve viaggio nell’associazione di Davide Casaleggio, per capire com’è organizzato il rapporto tra constituency 5 Stelle ed eletti

Davide Casaleggio, figlio del co-fondatore del Movimento 5 Stelle Gianroberto Casaleggio, interviene all'ultimo raduno del Movimento prima delle elezioni europee, Roma, Italia, 24 maggio 2019. REUTERS/Remo Casilli
Davide Casaleggio, figlio del co-fondatore del Movimento 5 Stelle Gianroberto Casaleggio, interviene all'ultimo raduno del Movimento prima delle elezioni europee, Roma, Italia, 24 maggio 2019. REUTERS/Remo Casilli

Conti in attivo per l’associazione Rousseau di Davide Casaleggio. Il bilancio del 2018, pubblicato nei giorni scorsi, mostra un avanzo di gestione di 57.573 euro e un patrimonio netto positivo per 2.188 euro. L’associazione ha incassato 1,24 milioni di euro, tra i quali quasi 700mila provenienti dai contributi di persone fisiche, cioè dai parlamentari pentastellati che, dall’inizio della legislatura, versano all’associazione, pena espulsione, 300 euro al mese. Il M5S, fin dalla sua nascita, ha sempre rifiutato il finanziamento pubblico.  

“Sarebbe utile per tutti capire a quale titolo questa associazione, controllata di fatto dalla Casaleggio, azienda privata, incassi contributi dai deputati” scrive su Facebook il deputato del Pd Francesco Boccia. “I rapporti tra Rousseau e la Casaleggio sono noti ma se la Casaleggio dovesse incidere, così come incide, sulla scelta dei deputati e dei Ministri sarebbe in palese conflitto di interessi e otterrebbe di fatto un finanziamento pubblico”, prosegue nel suo post.

Un’altra voce importante dei contributi (circa 257.992 euro) sono quelli riservati allo Scudo della Rete che, come riporta il sito dell’associazione, ha come obiettivo “la difesa di iscritti ed eletti del Movimento 5 Stelle dalle cause legali intentate contro di loro, spesso a scopo intimidatorio.”

Tra gli oneri diversi di gestione (103.450 euro) rientrano i 64mila euro della prima sanzione comminata dal Garante della privacy, che ha rilevato gravi falle nella piattaforma.

Nella relazione al rendiconto, dove vengono evidenziati i “fatti di rilievo” dopo chiusura di esercizio, si segnala invece la  pubblicazione di una nuova piattaforma di voto “per aderire alle richieste privacy e alle richieste di volumi di partecipazione degli iscritti”. Il Garante ha comunque comminato un’altra sanzione da 50mila euro a conclusione dell’istruttoria, non avendo ritenute superate le debolezze evidenziate.

Il rapporto tra parlamentari e la Casaleggio è certamente interessante, da monitorare e approfondire per noi analisti politici, perché testimonia come si sta evolvendo il rapporto tra rappresentanti e rappresentati: dall’iscrizione a un partito che ti tessera all’affiliazione a una piattaforma informatica.

Io sono stato da sempre sostenitore di un riconoscimento pubblico dei partiti politici, con annessa regolamentazione, prevista dalla normativa in Italia e mai applicata. Ormai i buoi sono scappati e dunque non possiamo fare le pulci alla Casaleggio, dopo essere passati attraverso mille rivoluzioni, da “mani pulite” in poi. Resta un’evoluzione da seguire da vicino, perché sta già condizionando il funzionamento della nostra democrazia.

@GiuScognamiglio

Scrivi il tuo commento
@

La voce
dei Lettori

Eastwest risponderà ogni settimana ai commenti sui social e alle domande inviate dai lettori. Potete far pervenire la vostra domanda usando il tasto qui sotto. Per essere pubblicati, i contributi devono essere firmati con nome, cognome e città. Invia la tua domanda a eastwest

GUALA