José Luis Valle Gonzalez – Workers in Tijuana


Luminosi grattacieli affollati di impiegati bellissimi, interni familiari depressi e violenti dopo il lavoro, oppure l’insolito pensionamento di un custode e di una cameriera messicani. Il cinema racconta il mondo del lavoro e i suoi protagonisti, dentro e fuori lo schermo.

Luminosi grattacieli affollati di impiegati bellissimi, interni familiari depressi e violenti dopo il lavoro, oppure l’insolito pensionamento di un custode e di una cameriera messicani. Il cinema racconta il mondo del lavoro e i suoi protagonisti, dentro e fuori lo schermo.

Il cinema può offrire un divertimento per distrarci dalla quotidianità (soprattutto se si tratta di film commerciali come Transformers o la serie dei Pirati dei Caraibi) oppure può dipingere una realtà sublimata in una perfezione da sogno, quella delle tante commedie dove negli uffici gli impiegati sono tutti belli e il problema principale è chiarire gli equivoci e le incomprensioni che ostacolano l’inevitabile lieto fine.

C’è poi la serie dei drammi sociali di taglio documentaristico, che osano guardare il mondo dritto negli occhi. Gli esempi più famosi sono i film di Ken Loach (Sweet Sixteen) in Gran Bretagna e quelli dei fratelli Dardenne (Il ragazzo con la bicicletta) in Belgio. L’aspetto interessante delle opere di questi registi è che non gli preme descrivere la dura esistenza dei lavoratori delle classi più disagiate bensì mettere a fuoco, più in generale, le difficoltà che s’incontrano vivendo in città post-industriali, dove trovare lavoro è un’impresa ardua e palazzi fatiscenti si ergono a testimoniare le glorie passate e gli sforzi delle generazioni precedenti.

Nei paesi ancora in attesa di uno sviluppo post-industriale – e che potrebbero non arrivare mai a vederlo – i film che raccontano storie di lavoratori sono molto diversi. Un esempio evidente e degno di nota, a cominciare dal titolo, è il messicano Workers, il primo lungometraggio del regista salvadoregno-messicano José Luis Valle Gonzalez, presentato questo an no al Festival di Berlino e al locale Festival di Guadalajara, dove è stato candidato come Miglior film messicano.

Workers (è significativo che il titolo sia in inglese e non ne sia prevista una versione in spagnolo) narra le storie parallele di due impiegati, un tempo sposati e ora divorziati. Hanno entrambi svolto il proprio lavoro con la massima dedizione per anni e ormai sono vicini alla pensione.

Valle Gonzalez sceglie di mostrarci non uno, ma due lavoratori che hanno sgobbato tutta la vita, l’uomo come custode in una fabbrica di lampadine, la donna come domestica di una ricca e anziana signora la cui unica gioia è viziare il suo cagnetto. Ci dice così, chiaramente, che non abbiamo di fronte la storia personale di uno specifico individuo. Il contrasto e soprattutto le somiglianze tra le due situazioni sono sottolineate mediante un continuo montaggio incrociato, volto a evidenziare gli elementi comuni che riguardano entrambi i protagonisti e, per estensione, innumerevoli altri membri della classe lavoratrice.

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