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LA NOTIZIA DEL GIORNO

Kashmir, un anno dopo la fine dell’autonomia

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Kashmir: a un anno dalla revoca dell’autonomia l’India impone un lockdown per evitare scontri contro le autorità. Risale la tensione tra musulmani e induisti per il sito di Ayodhya

Kashmir, un anno dopo la revoca dell'autonomia. Una donna si asciuga il sudore dalla fronte durante una manifestazione a Karachi, Pakistan, 5 agosto 2020. REUTERS/Akhtar Soomro

Una donna si asciuga il sudore dalla fronte durante una manifestazione a Karachi, Pakistan, 5 agosto 2020. REUTERS/Akhtar Soomro

A un anno esatto dalla fine dello status speciale per la regione del Jammu e il Kashmir, l’India impone un lockdown per evitare manifestazioni e scontri contro le autorità di Nuova Delhi. L’ingente presenza militare non ha potuto fermare la rabbia di alcuni militanti locali, che hanno attaccato le forze di sicurezza con granate e colpi d’arma da fuoco. Non si registrano morti o feriti, ma la situazione resta tesa su tutto il territorio nazionale.

La minoranza musulmana si sente sempre più ostracizzata dalle politiche del Governo nazionalista del Presidente Narendra Modi, che nel 2019 spinse per l’abrogazione dell’articolo 370 della Costituzione, causando la fine di una serie di garanzie e prerogative per quello che era l’unico Stato a maggioranza musulmana del Paese. Proprio nel giorno della ricorrenza di quella votazione, un altro strappo con la comunità islamica indiana: nella città di Ayodhia, a sud-est rispetto alla capitale, viene avviata con una cerimonia solenne la costruzione di un tempio indù dedicato al Dio Ram, reincarnazione fisica di Visnù, nello stesso luogo dove sorgeva la Moschea di Babri, distrutta dall’odio settario nel 1992.

Ad Ayodhia sorgeva un luogo di culto musulmano eretto nel 1528 dai regnanti Moghul, dinastia imperiale che governò fino alla sua lenta disgregazione. La distruzione violenta della moschea arrivò insieme alla morte di 2000 fedeli musulmani. Tra i responsabili dell’eccidio anche 3 membri, ora a processo, del Bharatiya Janata Party, il movimento politico del Presidente Modi: essi negano ogni accusa di sedizione alla violenza.

Sul Kashmir, il confinante Pakistan — che ne rivendica parte del territorio — ha approvato nei giorni scorsi la pubblicazione di una nuova mappa geografica presentata dal Primo Ministro Imran Khan. La cartina mostra ampie zone del Jammu e del Kashmir all’interno dei confini pakistani. “I kashmiri sono soggetti all’occupazione brutale e fascista dell’India fin dalle azioni illegali del 5 agosto” ha scritto Khan su Twitter. Il Primo Ministro ha annunciato che porterà la nuova mappa del Pakistan alle Nazioni Unite.

@melonimatteo

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