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LA NOTIZIA DEL GIORNO

Keir Starmer, chi è il nuovo leader dei Laburisti

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Keir Starmer, nuovo leader dei Labour e successore di Corbyn, è un moderato e un europeista. Promette unità nel partito e collaborazione con Johnson sul coronavirus

Keir Starmer, chi è il nuovo leader dei Laburisti

Il segretario di Stato ombra del Partito Laburista per Brexit Keir Starmer parla ai media mentre lascia la sede della BBC dopo essere apparso nello show di Andrew Marr a Londra, Gran Bretagna, 20 ottobre 2019. REUTERS/Henry Nicholls

Con il 56% dei voti, Keir Starmer è stato eletto ieri nuovo leader del Partito Laburista britannico. Succederà dunque al radicale Jeremy Corbyn, che aveva detto di voler rinunciare al suo ruolo di guida dopo la pesante sconfitta alle elezioni del 12 dicembre scorso: la vittoria – molto ampia – era andata ai Conservatori di Boris Johnson, mentre i Laburisti avevano ottenuto il risultato peggiore dal 1935.

Starmer è noto soprattutto per la sua opposizione a Brexit e per aver spinto molto per un secondo referendum sulla permanenza nell’Unione europea. Nonostante il suo internazionalismo, ha tuttavia abbandonato la possibilità di un ricongiungimento tra Londra e Bruxelles. Dal 1° febbraio scorso, infatti, il Regno Unito non fa più formalmente parte dell’Europa, anche se non si è ancora staccato del tutto: è entrato in un periodo di transizione, cioè in una fase di rinegoziazione dei rapporti bilaterali, che dovrebbe concludersi a fine dicembre.

La priorità di Keir Starmer – e lo stesso può dirsi di Boris Johnson – non è adesso la Brexit ma l’emergenza coronavirus e la crisi economica che ne seguirà. La questione ha catturato l’attenzione dell’opinione pubblica e messo in secondo piano qualunque altro tema. Inclusa l’elezione di un nuovo capo dei Laburisti.

Starmer ha detto che intende agire “in maniera costruttiva” e collaborare con il Governo, ma anche che non risparmierà le critiche agli errori commessi da Johnson. Non sarà però facile per lui far spiccare la sua voce su quella del Primo Ministro, che in questo momento gode di una presenza mediatica certamente maggiore.

Nonostante il passato da attivista radicale, Starmer è una figura molto più moderata di Jeremy Corbyn. Eredita da lui un partito non soltanto indebolito, ma anche diviso. Pur non disponendo dello stesso carisma del suo predecessore (o di Tony Blair), dovrà comunque cercare di riportare l’unità e di mediare tra l’ala europeista e quella euroscettica, spostata molto più a sinistra e tendenzialmente vicina a Corbyn.

Nel suo discorso dopo la vittoria, Starmer ha ringraziato Corbyn per aver “dato energia al nostro movimento”. Ma ha anche condannato l’antisemitismo, definendolo “una macchia sul nostro partito”. La questione dell’antisemitismo tocca principalmente la corrente dei Laburisti vicina a Corbyn, accusato di aver trascurato il problema quando non di essere un antisemita lui stesso.

@marcodellaguzzo

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