Kejriwal, tanto rumore per nulla (?)


Il confronto tra governo locale di Delhi - in modalità manifestarola - e quello centrale - che controlla le forze dell'ordine della capitale - si è risolto nella giornata di ieri con una vittoria di Pirro di Arvind Kejriwal: due giorni di picchetto per due agenti sospesi dal servizio in attesa di un'inchiesta interna.

Il confronto tra governo locale di Delhi – in modalità manifestarola – e quello centrale – che controlla le forze dell’ordine della capitale – si è risolto nella giornata di ieri con una vittoria di Pirro di Arvind Kejriwal: due giorni di picchetto per due agenti sospesi dal servizio in attesa di un’inchiesta interna.

All’osservatore esterno tutto ciò potrà sembrare molto esotico, ma la scelta politica di Arvind Kejriwal dice in realtà molto della strategia comunicativa messa in piedi da Aap per cercare di guadagnare un seguito nazionale in vista delle prossime elezioni.

Riuscendo a formare il governo di Delhi, Aap ha registrato una vittoria inaspettata e sconcertante sulla quale vuole marciare per prolungare il più possibile l’effetto “noi non siamo come loro”, unica speranza di trovare un posto al sole nella selva della politica panindiana. Il passaggio da opposizione fuori dal Palazzo a entità istituzionale – con l’obbligo di affrontare punti del programma utopistici come abbassare le tasse, risolvere il problema del sistema idrico e degli slum, la corruzione – poteva costringere il partito dal basso a rientrare nei ranghi e ingaggiare le faticosissime trattative politiche a livello locale necessarie per avvicinarsi, quanto meno, a una parvenza di azione risolutiva dei problemi atavici indiani.

Come altamente prevedibile, dal primo giorno di governo Aap si è ritrovato in mezzo al fuoco incrociato di Bjp e Inc, che con la stessa puntualità e strumentalizzazione hanno attaccato Kejriwal per la stessa inazione che aveva caratterizzato i governi precedenti: il classico gioco delle parti.

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