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Usa-Kenya, via all’accordo di libero scambio

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Stati Uniti e Kenya annunciano negoziati per un accordo di libero scambio. Per l’amministrazione Trump il trattato ha uno scopo geopolitico: contenere la Cina in Africa

Gli Stati Uniti e il Kenya hanno annunciato l’avvio di negoziati per un accordo di libero scambio dopo un incontro alla Casa Bianca tra il Presidente americano Donald Trump e il suo omologo keniota Uhuru Kenyatta. Sarà il primo patto commerciale tra gli Stati Uniti e una nazione dell’Africa sub-sahariana e il secondo nel continente: nel 2004 Washington ha infatti firmato un trattato di libero scambio con il Marocco.

Un accordo tra Stati Uniti e Kenya faciliterà gli scambi tra i due Paesi, ma difficilmente avrà un impatto significativo sull’economia americana. Nairobi è il 98esimo partner commerciale di Washington, con un interscambio di beni che nel 2018 è valso circa 1 miliardo di dollari. Per fare un paragone, solo nel mese di dicembre 2019 il commercio bilaterale di merci tra Stati Uniti e Canada ammontava a quasi 50 miliardi. Diverso è il discorso per il Kenya, che punta a trasformarsi in un hub per le compagnie americane interessate a investire anche in altri Paesi d’Africa.

Per l’amministrazione Trump invece il valore dell’accordo con il Kenya non è tanto economico, quanto soprattutto geopolitico: il trattato potrebbe infatti costituire un modello per futuri patti con altri Paesi africani e – ancora più importante – potrebbe rappresentare un primo strumento per contrastare l’influenza della Cina nel continente.

La Cina ha concesso molti prestiti ai Governi africani e finanziato la costruzione di numerose infrastrutture (ponti, strade, porti) che incentivano l’industrializzazione e lo sviluppo. Gli investimenti cinesi vengono però ritenuti controversi per via della cosiddetta “trappola del debito”: se i Paesi non riescono a ripagare i debiti contratti, cioè, Pechino ottiene il controllo delle opere realizzate. L’influenza economica cinese si accompagna poi all’influenza politica, come spiega Il Foglio: non a caso, l’unica nazione africana rimasta a riconoscere Taiwan è il piccolo eSwatini.

In Kenya la Cina ha investito nella costruzione di una ferrovia tra la capitale Nairobi e la città di Mombasa, che affaccia sull’Oceano Indiano e che possiede un porto dal grande valore commerciale. Proprio questo porto era stato offerto come garanzia dal Governo keniota nel caso in cui non fosse riuscito a ripagare il debito a Pechino.

Il Presidente del Kenya, Kenyatta, ha detto tuttavia di non voler essere costretto a scegliere tra Stati Uniti e Cina ma di volere piuttosto collaborare con entrambi.

@marcodellaguzzo

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