Kosovo: all’estremismo albanese si affianca la minaccia del terrorismo islamico. Intervista a padre Sava Janjic – parte prima


L’operazione antiterrorismo condotta dalle forze di sicurezza di Pristina a settembre ha fatto arrestare quindici persone sospettate di essere seguaci dell’Isis - lo Stato Islamico - e di Jabhat al-Nusra. In un altro blitz, ad agosto, erano state arrestate altre quaranta persone. Secondo gli investigatori solo dal Kosovo sarebbero partiti per combattere in Siria e in Iraq quasi 200 volontari, una ventina dei quali morti in battaglia.

L’operazione antiterrorismo condotta dalle forze di sicurezza di Pristina a settembre ha fatto arrestare quindici persone sospettate di essere seguaci dell’Isis – lo Stato Islamico – e di Jabhat al-Nusra. In un altro blitz, ad agosto, erano state arrestate altre quaranta persone. Secondo gli investigatori solo dal Kosovo sarebbero partiti per combattere in Siria e in Iraq quasi 200 volontari, una ventina dei quali morti in battaglia.

 

Father Sava Janjic stands in front of the 14th century Decani Orthodox monastery, 100 km (70 miles) west of the Kosovo capital Pristina, May 15, 2006. The Serbian Orthodox monastery is under heavy NATO guard. More than 30 Orthodox religious sites were destroyed or damaged in Albanian riots in March 2004, and as the United Nations moves to decide the fate of Kosovo, the Serbian Orthodox Church is fighting for survival and international protection. Picture taken May 15, 2006. Photo REUTERS

 

“Dal 1999 molte Ong islamiche, in precedenza attive anche in Bosnia, sono venute a lavorare in Kosovo. Sotto la copertura del lavoro umanitario e la costruzione di nuove moschee hanno lasciato il seme della nuova generazione jihadista che in questi giorni sta fornendo la manovalanza per combattere sotto le bandiere dell’Isis in Medio Oriente”. A parlare ad East è padre Sava Janjic, Igumeno del monastero ortodosso di Visoki Decani, nel Kosovo occidentale, e figura importante della chiesa serbo ortodossa.

Fondato nel 1327 dal re Stefan Uros III, il monastero di Decani è uno dei più importanti siti cristiani nei Balcani ed è patrimonio dell’umanità dell’Unesco. Ma nonostante sia sotto la protezione della Kfor – la forza Nato in Kosovo – è stato attaccato diverse volte. L’ultima proprio qualche giorno fa, quando le mura del monastero sono state imbrattate con scritte inneggianti all’Isis e all’Uck, l’esercito di liberazione del Kosovo.

Ci può descrivere la situazione nella quale vivete?

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