L’esercito ucraino prova a riprendere Donetsk, mentre chi non può scappare si organizza in rifugi sotterranei


Quattro giorni di bombardamenti durissimi. Esplosioni continue, di giorno e di notte, accompagnate da colpi di kalashnikov e improvvise sparatorie lungo le strade del centro. A tre mesi dalla firma del cessate-il-fuoco - siglato a Minsk il 5 settembre scorso - la battaglia per la conquista di Donetsk si è improvvisamente riaccesa.

Quattro giorni di bombardamenti durissimi. Esplosioni continue, di giorno e di notte, accompagnate da colpi di kalashnikov e improvvise sparatorie lungo le strade del centro. A tre mesi dalla firma del cessate-il-fuoco – siglato a Minsk il 5 settembre scorso – la battaglia per la conquista di Donetsk si è improvvisamente riaccesa.

 

Spartak - Villaggio distrutto

I miliziani separatisti si sono messi alla difensiva, mentre l’esercito ucraino – trincerato oltre i sobborghi settentrionali della città – sembra intenzionato una volta per tutte a chiudere la partita: la conquista della capitale dell’autoproclamata Repubblica Popolare regalerebbe a Kiev la tanto agognata vittoria.

Non sarà facile: nelle scorse ore gli osservatori Osce hanno denunciato l’arrivo in città di lunghe colonne di camion militari, probabilmente provenienti dalla Russia. Lungo i confini orientali del Donbass, la scorsa settimana, sono stati avvistati numerosi contingenti di soldati russi in regolare divisa da battaglia. I dirigenti del Cremlino continuano a mantenere un basso profilo, ma il messaggio è chiaro: una eventuale caduta di Donetsk potrebbe avere conseguenze catastrofiche.

Il primo obiettivo degli ucraini è la conquista dell’aeroporto cittadino, inaugurato in occasione degli Europei di calcio del 2012 e oggi ridotto a un ammasso di rovine. E’ dalla scorsa estate che entrambi i contendenti cercano di impadronirsi saldamente di entrambi i terminal e della pista di atterraggio. Nessuno ci è ancora riuscito: “L’aeroporto è ancora in mano nostra”, ha annunciato due giorni fa il premier separatista Alexandr Zakharchenko. La situazione, tuttavia, potrebbe ben presto cambiare: tra sabato e domenica, i soldati di Kiev hanno preso d’assalto di villaggi di Opytne e Nevelske, rispettivamente a nord e ovest dello scalo. La loro pressione si fa sempre più forte.

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