L’India e l’Onu


Al meeting del G20 di Mosca l'India si oppone all'interventismo di Stati Uniti e Francia in Siria, chiarendo che senza l'ombrello dell'Onu nessuno ha il diritto di andare a casa di altri a dettare regole.

Al meeting del G20 di Mosca l’India si oppone all’interventismo di Stati Uniti e Francia in Siria, chiarendo che senza l’ombrello dell’Onu nessuno ha il diritto di andare a casa di altri a dettare regole.

 

Lo ha detto molto chiaramente il primo ministro Manmohan Singh, ripreso tra gli altri dal Times of India, ribadendo comunque la condanna per l’uso di armi chimiche in Siria come in ogni altro paese del mondo. Una posizione in linea con gli altri grandi oppositori all’interno del Consiglio di sicurezza dell’Onu, la Russia e la Cina sempre in disaccordo quando si discute di imporre presunte ragioni “internazionali” sulle dinamiche complesse della politica nazionale, anche e soprattutto in caso di conflitti.

L’inazione e il ruolo sempre più marginale dell’Onu, sistematicamente bypassato dagli Stati Uniti quando gli interessi nazionali – di reputazione e d’immagine, come  nel caso specifico – hanno la meglio sui processi tortuosi della diplomazia, è una questione sulla quale si dibatte ormai da anni. In particolare proprio analizzando le dinamiche interne del Consiglio di sicurezza (Unsc), dove il diritto di veto cinese e russo spesso intralcia le “campagne di libertà” promosse con vigore dal blocco occidentale.

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