L’Isis e il controllo delle risorse del territorio


Quando i jihadisti dell’Isis, lo Stato islamico guidato dal califfo Abu Bakr Al-Baghdadi, hanno deciso che era arrivato il momento di marciare alla conquista della Siria e dell’Iraq avevano già in mente una strategia economica ben precisa.

Quando i jihadisti dell’Isis, lo Stato islamico guidato dal califfo Abu Bakr Al-Baghdadi, hanno deciso che era arrivato il momento di marciare alla conquista della Siria e dell’Iraq avevano già in mente una strategia economica ben precisa.

 

REUTERS/Kai Pfaffenbach

L’Isis alla conquista dell’acqua.

Avevano già alle spalle ingenti finanziamenti in dollari, ma soprattutto volevano prendere il controllo delle risorse del territorio. E così, hanno conquistato i silos con le riserve di grano e hanno combattuto per il controllo dell’acqua, per avere le città sotto scacco anche nelle zone dove non sono presenti. Di fatto, l’Isis, ha preso il controllo delle dighe di Falluja e Sudur, a Nord di Baghdad e controlla le alture dei grandi fiumi Tigri ed Eufrate, che scorrono dalla Turchia fino al Golfo e da cui dipendono Siria e Iraq.

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