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L’Italia e l’Europa


Se, come più volte si è detto, il nuovo Governo Letta era l’unico possibile che poteva nascere da questo Parlamento (per evitare nuove elezioni che certamente non sarebbero state risolutive) è anche vero che questo Governo rappresenta un’esperienza nuova per il nostro Paese sotto tanti punti di vista, segnando un importante cambiamento. 

Se, come più volte si è detto, il nuovo Governo Letta era l’unico possibile che poteva nascere da questo Parlamento (per evitare nuove elezioni che certamente non sarebbero state risolutive) è anche vero che questo Governo rappresenta un’esperienza nuova per il nostro Paese sotto tanti punti di vista, segnando un importante cambiamento. 

L’esperienza della cosiddetta Gross-coalition fa la sua apparizione per la prima volta in Italia. L’esperimento che si ritrova anche altrove in Europa, primo tra tutti in Germania, da noi più che una scelta è stata una necessità per non andare subito al voto nel difficile frangente che vedeva tra le altre cose la Presidenza della Repubblica in scadenza. Gross-coalition che con un paradosso tutto italiano nasce sulle quasi macerie del partito di maggioranza relativa incapace, anche a causa della legge elettorale, di estrapolare dai voti una maggioranza. Al contrario del suo predecessore che era il più anziano d’Europa, questo Governo è significativamente più giovane. Il Premier risulta tra i più giovani, coetaneo del britannico Cameron. Del resto, il Parlamento che gli ha votato la fiducia è il più giovane della storia repubblicana  con un’età media di 48 anni quando al Bundestag è di 50, ed all’Assemblea Nazionale francese di 55. Anche la componente femminile dell’esecutivo Letta (7 donne su 21 Ministri) risulta spiazzante in Europa e rispecchia i numeri del nuovo Parlamento, a fronte di una media continentale di rappresentanza femminile nei Governi del 25,5%, il Governo italiano sale al 33%, ci battono i francesi con una parità assoluta tra sessi nei Ministeri. Ringiovanimento non solo di età ma anche della classe politica dirigenziale. Non si può infatti trascurare la presenza di “volti nuovi” in sostituzione dei rappresentanti politici più “noti”. Importante e preponderante è anche la componente tecnica del Governo, nonostante il Governo sia un Governo indubbiamente politico. Alcuni Ministeri chiave come quello dell’Economia e quello del Lavoro e Welfare sono in mano rispettivamente a Saccomanni, già direttor generale di Bankitalia, e al Presidente dell’Istat Giovannini. Tecnico è anche il prof. Trigilia, chiamato ad occuparsi al posto di Barca della coesione territoriale. Tecnico sulla carta sebbene di tutt’altra natura è l’incarico agli Esteri della Bonino. Le prove che questo nuovo Governo dovrà affrontare saranno molte. Troppo spesso in questi giorni ci si  è concentrati sull’IMU, ma le sfide che l’Italia deve superare  sono ben più strutturali. Compito della gross-coalition per l’Italia è quello di mettere mano ad una serie di riforme capaci di dare una sterzata al paese dal punto di vista della governabilità e da quello economico. I dati economici, diffusi proprio in questi giorni, non lasciano alternative, l’Europa arranca e l’Italia continua a non ripartire.

Economia:

Gli ultimi dati diffusi a chiusura del primi trimestre 2013 hanno evidenziato come questa sia la più lunga recessione vissuta dall’Eurozona da quando è stato adottato l’euro (sesto trimestre consecutivo). La disoccupazione a livello europeo è ormai al 12,1%, la Francia è in recessione tecnica (2 trimestri consecutivi di contrazione economica), la Germania cresce poco e l’Italia continua a vedere una contrazione della sua produzione e più in generale della sua economia. Il Pil dell’Eurozona nel primo trimestre ha subito una contrazione dello 0,2%, nello specifico l’Italia ha registrato un -0,5% (come la Spagna) mentre la Francia dello 0,2%. La Germania è cresciuta solo dello 0,1%. 

Crescita:

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