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L’Ungheria va a destra, ma con moderazione


Il partito di estrema destra Jobbik, ritenuto la vera e preoccupante novità delle elezioni, ha ottenuto un risultato significativo – il 16,7% dei voti – diventando il secondo partito, davanti ai socialisti, in 8 province su 19. Jobbik ha svolto una campagna elettorale aggressiva ed efficace, al tempo stesso "territoriale" e tecnologica, puntando sul tema della sicurezza declinato in chiave "etnica", e sul generico rifiuto del sistema politico degli ultimi vent'anni. I media ungheresi e internazionali non hanno però colto il punto essenziale: il risultato di Jobbik è stato nettamente inferiore alle aspettative della vigilia, soprattutto in termini di collegi elettorali conquistati (nessuno) e di seggi complessivi (meno di 50).

Il partito di estrema destra Jobbik, ritenuto la vera e preoccupante novità delle elezioni, ha ottenuto un risultato significativo – il 16,7% dei voti – diventando il secondo partito, davanti ai socialisti, in 8 province su 19. Jobbik ha svolto una campagna elettorale aggressiva ed efficace, al tempo stesso “territoriale” e tecnologica, puntando sul tema della sicurezza declinato in chiave “etnica”, e sul generico rifiuto del sistema politico degli ultimi vent’anni. I media ungheresi e internazionali non hanno però colto il punto essenziale: il risultato di Jobbik è stato nettamente inferiore alle aspettative della vigilia, soprattutto in termini di collegi elettorali conquistati (nessuno) e di seggi complessivi (meno di 50).

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