La Cina alla ricerca di etica e identità


Secondo fonti anonime ascoltate dalla Reuters, il Presidente cinese Xi Jinping – la cui famiglia pare sia buddista – avrebbe chiesto al Partito una maggior tolleranza nei confronti delle fedi tradizionali cinesi, vale a dire il confucianesimo, il buddismo e il taoismo.

Secondo fonti anonime ascoltate dalla Reuters, il Presidente cinese Xi Jinping – la cui famiglia pare sia buddista – avrebbe chiesto al Partito una maggior tolleranza nei confronti delle fedi tradizionali cinesi, vale a dire il confucianesimo, il buddismo e il taoismo.

 

La scelta di Xi, non sorprende, anzi. Se la Cina è alla ricerca di una via politica ed economica capace di risanare il paese, il Partito è da tempo alla ricerca di un collante sociale, capace di tenere a freno le tensioni sociali e in grado di dipingere una sorta di «identità» della Cina dei giorni nostri. Per chi è stato in Cina è molto semplice concludere, infatti, come i cinesi sembrino completamente alla ricerca di una identità culturale, capace di spiegare anche in termini non propriamente razionali, tutto quanto accade sopra le proprie teste. I cinesi si dice siano pratici, ma in molti casi la percezione è quella di una popolazione che ha fatto del materialismo gretto la propria bussola sociale. Non ci si lamenti, quindi, se poi la corruzione emerge anche a livelli apicali: la corruzione è un problema contingente della Cina perché presente in ogni anfratto sociale.

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