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La Cina cambia la legge del figlio unico anche per via delle pensioni

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Secondo quanto trapelato nei giorni scorsi, dopo l’introduzione della politica del figlio unico avvenuta a fine degli anni 70, la Cina sarebbe pronta a rimuoverla, per permettere alle coppie di avere più figli. Si tratta di una riforma annunciata da tempo, ma che potrebbe avere un’accelerazione: la popolazione cinese invecchia sempre più.

La proposta che prevede già a inizio 2016 la partenza della nuova legge, che dovrebbe consentire di avere più di un figlio (oltre alle eccezioni in vigore da sempre) è arrivata in un periodo in cui, secondo gli esperti, la popolazione cinese sta invecchiando, creando un problema in relazione alla forza lavoro del paese (la popolazione compresa tra i 15 e i 59 anni) che è in rapida diminuzione, essendosi ridotta di 3,71 milioni di persone nello scorso anno. Stando alle statistiche delle Nazioni unite, la Cina avrà infatti 440 milioni di persone oltre i 60 anni entro il 2050.

Gli anziani non costituiscono solo un problema per il mondo del lavoro ma anche per il sistema del welfare. Anche per questo è da tempo sotto esame il sistema pensionistico. Come scriveva il Financial Times nel maggio scorso, “i cinesi che abitano nelle città vanno in pensione spaventosamente presto (a 55 anni al più presto per gli uomini e a 45 anni le donne), godono di una buona pensione (a differenza dei coetanei contadini) di case di proprietà che sono state praticamente date loro quando Pechino privatizzava il patrimonio edilizio urbano alla fine del secolo scorso”.

Questo processo è stato descritto, “come il più grande trasferimento di ricchezza una tantum mai visto prima, ed è caduto proprio in grembo agli ultra-sessantenni di oggi, ciclisti e ballerini di piazza – vegliardi briosi del circolo ciclisti del sub-distretto Ruijin di Shanghai. Si vestono con tute fluorescenti e aderenti in lycra per le escursioni dei fine settimana in bicicletta che sono raramente più brevi di 100 km al giorno”.

Gli anziani e con essi il sistema sanitario, è dunque diventato un business interessante anche per le aziende straniere. Come scriveva il China Daily nel febbraio scorso, “Incoraggiate da un allentamento delle regole sulla proprietà straniera dello scorso anno e dal rapido invecchiamento della popolazione, le società di private equity, come TPG Capital e attori del settore, come IHH Healthcare Bhd della Malesia, stanno investendo negli ospedali cinesi, aziende farmaceutiche e produttori di dispositivi”.

La prospettiva è infatti di avere un mercato di 223 milioni di persone con 65 anni o più anziani che dovrebbero vivere in Cina entro il 2030. Un fattore “allettante per queste società, nonostante i rischi significativi dovuti a infrastrutture ospedaliere deboli, le valutazioni in aumento e una carenza di medici. Le aziende hanno cominciato a sfruttare le connessioni di partner locali per assumere i medici e per contribuire ad accelerare licenze e permessi locali per iniziare a lavorare su progetti previsti”.

Nonostante la politica del figlio unico, regolata dalla Commissione di Stato per la pianificazione familiare dal 1981, sia stata allentata negli ultimi anni, permettendo ad esempio a minoranze etniche di avere più di un figlio a famiglia, o a genitori figli unici di mettere al mondo più di un figlio, secondo esperti e demografi questa politica avrebbe dovuto essere abolita da tempo.

«Il problema centrale non riguarda un bambino o due bambini. Si tratta di libertà riproduttiva. Si tratta di diritti umani fondamentali. In passato, il governo non è stato capace di cogliere l’essenza del problema», ha spiegato Liang Zhongtang, demografo presso l’Accademia delle Scienze Sociali di Shanghai. Zhongtang ha inoltre dichiarato che la decisione di cambiare la cosiddetta pianificazione familiare è scaturita dall’apparente opposizione dell’opinione pubblica alle relative e preesistenti leggi. «Il governo, sotto una crescente pressione pubblica, deve rispondere alle esigenze delle persone», ha aggiunto.

La nuova regolamentazione secondo cui tutte le coppie cinesi sarebbero autorizzate ad avere più di un figlio, potrebbe arrivare «non appena finisce l’anno», secondo una fonte governativa fatta da China Business News. La notizia è stata smentita dagli enti governativi di Pechino, che hanno precisato: «Non è stato fissato alcun periodo specifico per permettere alle coppie di avere un secondo figlio».

@simopieranni

 

 

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